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venerdì 2 aprile 2010

Alla Roma lo scudetto girovago del 2006?

Non resta che la Roma. Oltre c'è la riapertura dei manicomi. Dopo le nuove intercettazioni saltate fuori a distanza di quattro anni dal più grande scandalo del calcio denominato Calciopoli, lo scudetto 2006 potrebbe clamorosamente tornare in ballo. E venire assegnato una seconda volta. Cosa mai successa nella storia pallonara italiana e, credo, internazionale. Ma non ci sarebbe da stupirsi: è noto che il nostro è il Paese con i record più bizzarri tra le Nazioni del cosiddetto Primo Mondo. Insomma: dopo il digitale terrestre e un presidente del consiglio che controlla la maggior parte dell'informazione, ora potremmo diventare il primo stato che assegna per due volte uno stesso scudetto. Quello del 2005/2006, ritirato prima alla Juventus in favore dell'Inter e che ora da via Durini potrebbe finire chissà dove.
Ed è proprio il "dove finirebbe?" la domanda che ci siamo posti a Laleggendadelcalcio. Ovviamente, solo qualora le indiscrezioni intorno a Moratti e alla sua Inter venissero confermate.
Se Alex Del Piero non ha alcun dubbio e lo riassegnerebbe alla sua Juventus (magari con tanto di riabilitazione per Moggi e Giraudo che con Bettega e Lippi andrebbero a ricomporre la Vecchia Società di Magnaccia) e se per Cristian Vieri invece (anche lui in gioco perché pare che la Telecom abbia spiato su commissione la sua vita privata) lo scudetto può andare a chiunque ad esclusione della sua Inter, beh, per noi de Laleggendadelcalcio lo scudetto 2006 potrebbe benissimo finire a Roma, anzi alla Roma. E' una proposta che sa di provocazione, certo, ma in fondo ha le sue buone ragioni. Già, perché a Juve, Milan e Fiorentina, penalizzate dalla Figc, non lo si può proprio assegnare. Dunque non resta che la Roma quinta in classifica nel 2006, del fu Franco Sensi. E poi chissà. Se pure la Roma venisse coinvolta, a quel punto il tricolore potrebbe finire al Chievo (sesta), squadra al di sopra di ogni sospetto, almeno finora. L'unica cosa certa è che questo calcio è un barnum, una giostra su cui invece di salire sarebbe meglio scendere.

Poscritto. Aggiornamento del 2 aprile.
Dopo il clamore suscitato dai legali i Moggi e dalle parole di Del Piero, i giudici di Napoli hanno voluto chiarire alcuni aspetti. Di seguito l'Ansa sul caso.
(ANSA) - NAPOLI, 2 APR - Il significato attribuito alle intercettazioni nel corso dell'indagine di Calciopoli, rappresenta "disinformazione allo stato puro". Cosi' fonti degli inquirenti che hanno condotto l'inchiesta napoletana sugli illeciti nel mondo del calcio commentano le notizie diffuse oggi. "Il reato - spiegano le fonti - non e' parlare al telefono, ma e' reato quando si stipulano accordi illeciti. Le vittime non possono essere trasformate in autori del reato". (Insomma, 'sto scudetto alla Roma non glielo vogliono proprio dare!!!)

Poscritto Due. Aggiornamento del 14 aprile.
Secondo l'Ansa, voci da via Durini fanno sapere che l'Inter non ha alcuna intenzione di restituire lo scudetto 2005-06 assegnatole a tavolino dopo le sentenze sportive di Calciopoli.
Intanto, Gianni Rivera polemizza con tutti coloro che difendono Giacinto Facchetti, ex presidente dell'Inter scomparso nel 2006, sulla questione intercettazioni. "Facchetti? Anche quando parlano di Nerone, dicono cose su cui non può più difendersi. Si parla di intercettazioni in cui Giacinto è coinvolto ma non so in che modo - dice Rivera a margine della presentazione del libro 'Molto piu' di un gioco' che si è tenuta oggi nella sede della Figc a via Allegri -. Se ci sono queste intercettazioni mi stupisco che siano uscite solo ora. Non si capisce per quale motivo Moggi non le abbia portate prima per difendersi, ma l'Italia è un paese strano". A chi invece domanda se sia prospettabile l'ipotesi di una revoca dello scudetto 2006 tolto alla Juventus e assegnato all'Inter, Rivera risponde: "Sarà la Figc a decidere dopo aver acquisito gli atti della Procura di Napoli. Meglio non assegnarlo? All'epoca c'era un commissario (Guido Rossi, ndr) che aveva poteri per farlo". (Fonte: Ansa)

mercoledì 20 maggio 2009

L'Inter che piace: vincente e multiculturale


L'Inter straniera piace. Beha spiega il perché
di Corrado Giustiniani (da Il Messaggero)

Julio Cesar, Zanetti, Cordoba, Samuel, Chivu, Cambiasso, Muntari, Figo, Stankovic, Balotelli, Ibrahimovic. Nell'Inter scesa in campo contro il Siena, a celebrare il suo scudetto numero 17, c'era un solo italiano, Balotelli, e di pelle nera. Ma per buona parte del campionato la squadra di Mourinho si è schierata senza nemmeno un giocatore nato nella penisola. Se l'Inter appare come un'autentica “legione straniera”, nella rosa delle altre squadre i non italiani sono fra il 30 e il 40 per cento. Il calcio è multietnico, ma in questo caso nessuno si scandalizza. Ne parliamo con Oliviero Beha, giornalista e scrittore controcorrente, intelligente e coraggioso (vedi www.olivierobeha.it/ e www.italiopoli.it/) che ha pubblicato dieci giorni fa, per Chiarelettere, il suo ultimo saggio, dal titolo “I nuovi mostri”, ovvero “Nelle fauci di un'informazione truccata”.

Sugli spalti del Meazza, domenica, c'erano anche stendardi della Lega Nord. In alcuni casi il multietnico piace.
«Se i calciatori sono bravi, i sostenitori della squadra accetterebbero nella rosa diciotto neri, quindici gialli e alcuni aborigeni australiani. Solo se l'Inter invece di vincere pareggia, o addirittura perde, allora ci si accorge che c'è un solo italiano. Il discorso varrebbe anche per gli altri club, naturalmente. E mi fa ancora sorridere il ricordo di quando il presidente Lula venne in Italia e Berlusconi gli fece incontrare i giocatori brasiliani del Milan. Quelli della Roma, no: solo quelli del Milan. Naturale, li considerava suoi dipendenti».

Il presidente del Consiglio ha appena detto “no” a un'Italia multietnica.
«Un'affermazione di questo genere è sbagliata due volte. Primo, perché disconosce la realtà: l'Italia è già multietnica, il pianeta è multietnico. Secondo perché insinua un falso dubbio nella testa degli italiani, che in questo momento per varie ragioni sembra essere non molto piena, non molto vigile».

Ma insomma, perché l'immigrato no, il calciatore sì?

«Perché il brasiliano Ronaldinho, il ghanese Muntari e lo svedese di origine slava Ibrahimovic sono accomunati dal valore calcistico e dal denaro. La multietnicità viene accettata perché il denaro eleva il discorso, che invece sprofonda quando il denaro non c'è».

Mario Balotelli a Torino meritava semplicemente fischi, per i suoi falli ripetuti e le proteste verso l'arbitro, non i “buuh” dei tifosi.

«Il razzismo nasce dalla stupidità e dalla maleducazione. Quei tifosi non avrebbero mai attaccato il “loro” Sissoko, che è nero come Mario. Il tifoso è un destrutturato per antonomasia. Un semplice appassionato che abbia cultura ed educazione, quando sostiene la sua squadra censura coscientemente, nella sua testa, tutte le porcherie e le magagne del calcio, e questa operazione lo rende automaticamente moderato. Il tifoso no. La sua stupidità è uno scivolo verso il razzismo».

Nel tuo ultimo libro ti occupi di informazione e di giornali. Come si comportano, in questo caso?
«Male. Sono il catalizzatore del razzismo. Perché hanno capito che il razzismo rende molto di più dell'antirazzismo».

giovedì 10 luglio 2008

L'Inter paga 12mln alla Roma per Mancini

Amantino Mancini è un giocatore dell'Inter. Il forte attaccante brasiliano si è legato per i prossimi quattro anni al club di Moratti e percepirà un ingaggio netto di 3,5 mln di euro a stagione. Alla Roma vanno 12 mln di euro, denaro utile per acquistare un centravanti e/o un trequartista (nel caso partisse Giuly) come richiesto dal tecnico Spalletti. In totale i giallorossi, che hanno già speso circa 20 milioni di euro per assicurarsi le prestazioni di Vucinic, Riise e Loria, possono investire una cifra tra i 20 e i 25 mln di euro. In lizza: Iaquinta, Mutu e Di Natale. A meno di sorprese dell'ultima ora questi i tre nomi sui quali sembra orientata la dirigenza giallorossa.

venerdì 4 luglio 2008

Quaresma quasi nerazzurro, un sogno lungo un anno

Sarei sinceramente contento se Ricardo Quaresma vestisse la maglia nerazzurra dell'Inter. La trattativa è ora nella fase calda, come del resto ha confermato ieri il presidente del Porto, Pinto Costa, il quale ufficialmente ha detto: "Non si è arrivati ad alcun accordo. Non voglio dire che è tutta fantasia ma siamo molto lontani dal poter dire che la chiusura è vicina". Entre amigos: Stiamo trattando ma la conclusione non è ancora vicina perché vogliamo più soldi.
Siccome i soldi a Moratti non mancano, non vedo reali ostacoli per una felice conclusione della trattativa. E si farà ne sono certo, vedrete.
Come dicevo, sarei contento per i nerazzurri, perché l'ala portoghese è un grande calciatore, ma lo sarei anche per me. Già, per me. Durante il calciomercato dell'estate scorsa, quando ero un umile stagista di un'agenzia di stampa, avevo scritto che Quaresma era un "obiettivo dichiarato" di Moratti. La 'notizia' venne ripresa dalla gazzetta, che ci sparò sopra un titolone a otto (o sei?) colonne. La cosa fece imbufalire Marco Branca, anzi, lo fece giustamente imbufalire in quanto non vera. Branca telefonò alla mia agenzia per chiedere delucidazioni, disse al caporedattore che non è che uno può mettere in bocca agli altri frasi che non ha mai pronunciato. Il portoghese non era un "obiettivo dichiarato", perché nessuno, all'Inter, aveva mai rilasciato interviste in merito. Io feci spallucce e diedi ragione a Branca, che del resto ce l'aveva. Confrontandomi con la mia fonte, un rispettabilissimo collega milanese, mi disse che c'eravamo fraintesi. Lui parlava entre amigos, io credevo fosse oficial. Lui fu poco chiaro, io poco sveglio. In quell'occasione Branca e la società si comportarono da gran signori: né querelarono, né chiesero la smentita (né a noi e né alla gazzetta), e il tutto finì col classico state più attenti in futuro. A un anno di stanza dal 'fattaccio', ringrazio ancora la società nerazzurra per la comprensione: in fondo ero un pivello e le ossa ancora me le dovevo fare tutte. Da allora ho imparato a verificare e controllare meticolosamente le informazioni in mio possesso, chiedendo spiegazioni 2,3,4 volte nel caso non mi fossi inteso col mio interlocutore.
Al di là delle mie beghe personali, posso comunque dire che in fondo la notizia era più fondata di quel che credevo. Quaresma, infatti, con ogni probabilità passerà all'Inter, peccato solo che lo stia facendo con un anno di ritardo. Ad maiora.

martedì 24 giugno 2008

Calcio e camorra, assolta Giovanna Caiazzo

Calcio e camorra. Consiglio a tutti i lettori de Laleggendadelcalcio il post firmato da Marco Liguori sul suo blog, e disponibile cliccando qui. Un articolo che racconta la strana vicenda giudiziaria di alcuni balordi, tra i quali spicca la figlia del boss di camorra Antonio Caiazzo (Giovanna Caiazzo), trovata in possesso di 70 biglietti contraffatti per la tribuna nel 2001, poco prima dell'inizio della partita Inter-Roma. Tutti gli imputati sono stati assolti perché "i quattro enti indicati come parti offese (ossia Inter, Lega Calcio, Federazione e Tim) non sono soggetti di diritto pubblico ma di diritto privato", e dunque per procedere era necessaria una querela di parte. Querela mai giunta al tribunale e che, come scrive Liguori, "avrebbero potuto creare un importante precedente nella difficile lotta alla falsificazione dei biglietti delle partite e alla loro vendita".

giovedì 12 giugno 2008

Mancini all'Inter, Suazo alla Roma

Mancini all'Inter, Suazo alla Roma. Non è fantacalcio, ma una notizia che da qualche ora rimbalza nell'etere analogico (l'ha data Paola Ferrari). Saranno contenti entrambi i tecnici: Mourinho che potrà contare su un esterno vero, che punta e salta l'avversario, che può allargare il gioco. Una tipologia di giocatore che l'ex tecnico Roberto Mancini ha sempre chiesto e mai ottenuto. Spalletti, invece, avrà una punta veloce, devastante negli spazi e capace di partire sia largo a sinistra che dal centro. L'honduregno, che probabilmente partirà dalla panchina visto che Totti e Vucinic sono titolari inamovibili, appare cmq rincalzo di primo piano per completare una rosa sempre più competitiva. Se la Sensi poi dovesse anche 'acquistare' un terzino sinistro di valore (Riise però è più un sogno che una realtà), la Roma potrebbe davvero fare paura a Inter e Milan, le due supercandidate per il prossimo anno a vincere lo scudetto.
Secondo quanto ha affermato la conduttrice Paola Ferrari, Inter e Roma avrebbero trovato l'accordo sulla base di uno scambio alla pari. L'unico ostacolo è l'oneroso ingaggio per le casse della società di Trigoria, di Suazo; ingaggio che la Roma vorrebbe fosse parzialmente pagato da Moratti.

mercoledì 28 maggio 2008

via Mancini, arrivano Mourinho e Lampard

Neppure le vittorie hanno permesso a Roberto Mancini di restare alla guida dell'Inter. Il presidente Moratti ieri lo ha scaricato, al suo posto arriva Mourinho, ingaggiato a suon di milioni di euro, 9 stando alle voci che in queste ore si susseguono. Il rapporto tra l'ormai ex tecnico e il patron nerazzurro s'era inclinato da tempo, e allora meglio cambiare e affidarsi a quello che molti definiscono un grande allenatore. Il tecnico portoghese è infatti considerato un guru della tattica, ma anche un sergente di ferro, che poi è proprio quello che manca a una squadra zeppa di campioni, ma portata a fare un po' la bizzosa in campo e fuori. Troppi stranieri si diceva. Beh, ora alla guida tecnica se n'è aggiunto un altro. Che sia questa la mossa buona per vincere per davvero la Champion's League? Glielo auguriamo soprattutto a Moratti, che per riportare l'Inter ai fasti d'un tempo, quand'era presidente suo padre Angelo e aveva in panchina un altro guru del tempo, Helenio Herrera, ha speso tempo e denaro a più non posso, meritandosi l'appellativo di "Abramovic italiano". Un'etichetta che non sai mai se è un complimento o una presa in giro. Cmq, sembra che Moratti porterà a Milano, assieme a Mourinho anche il suo pupillo, Lampard, regista vecchia maniera, grande interprete della filosofia "Mourinhana", fatta di possesso palla e veloci cambi di ritmo. Un centrocampista che tutti gli amanti del pallone avranno certamente apprezzato nella finale di Champions a Mosca. Oltre al gol, anche una traversa e tante buone giocate, alcune inaspettate, come una percussione sulla sinistra nel secondo tempo che non pensavo fosse nelle sue corde.
L'Inter che sta prendendo forma sembra sarà ancora più grande e forte di quella di quest'anno, e i tifosi non possono far altro che esserne entusiasti. Voi che ne pensate?

lunedì 21 aprile 2008

All'Inter lo Scudetto, la Roma ai magnati


Con la vittoria di domenica sul Torino e la battuta d'arresto della Roma in casa con il Livorno, l'Inter ha messo le mani sullo Scudetto. A quattro giornate dalla fine del campionato ora i punti di vantaggio sulla seconda sono sei. Un bel bottino che mette la banda Mancini al riparo da improbabili sorprese. Certo, l'aritmetica non dice che la rimonta sia impossibile, ma i giallorossi, privi di capitan Totti che resterà fuori dai giochi per 4-6 mesi, non sembrano in grado di reggere il passo di una capolista che ha ritrovato gambe e convinzione. Campionato concluso dunque, e inevitabilmente si torna a parlare di calciomercato.
Per la società dei Sensi, più che di calciatori papabili a vestire la maglia giallorossa, si parla insistentemente di un cambio ai vertici. Candidato numero uno era George Soros, anche se le ultime notizie informano di un suo disinteresse maturato venerdì scorso. Ora è invece la volta di uno sceicco di Dubai, Saeed Al Maktoum, anche se la cosa è stata già smentita dalla Italpetroli, società che detiene la quota di maggioranza dell'AS Roma, con un comunicato.
Eppure è da mesi che le azioni dell'AS Roma guadagnano in Borsa ed è chiaro che qualcosa stia per accadere. La Consob inoltre tiene le azioni giallorosse sotto stretta osservazione e ha intimato all'ad Rosella Sensi di comunicare qualsiasi proposta di acquisizione pervenga al club capitolino. Fulvio Bianchi, giornalista di Repubblica, ha dedicato ampio spazio alla cosa sulla sua rubrica SpyCalcio, mentre la Gazzetta dello Sport, che ha fatto per prima lo scoop che accreditava l'interesse di Soros, crede ciecamente nella possibilità di un passaggio di mano della società di Trigoria. Il Corriere dello Sport non è da meno e oggi ha ampilificato l'ipotesi araba, così come un po' tutta la stampa romana. In questo turbinio di voci che si susseguono, la speranza, neanche troppo celata, è che il nuovo proprietario porti denaro fresco da investire, sia per rilanciare un club che nella sua storia ha vinto troppo poco, che il Calcio italiano, sempre più a corto di liquidi e che di anno in anno perde appeal rispetto alla Premier inglese e alla Liga spagnola. Poche le voci dissonanti e che avanzano dubbi, non tanto sull'esistenza di un'offerta quanto sulla volontà da parte di questi magnati di fare una seria politica imprenditoriale. Il primo è stato Lotito, che forse per la sua posizione di presidente della Lazio non è stato ritenuto credibile dai tifosi giallorossi. Oggi invece, si è levata la voce di Abete, il quale ha avanzato dubbi e perplessità proprio sulla serietà di questi nuovi business-man. "Il calcio italiano ha ottenuto tanti successi grazie all'apporto importante di tante famiglie imprenditoriali - ha detto il presidente della Ficg a Radio Anch'io Sport - Non è solo una questione di tradizione, è un fatto oggettivo che va valorizzato. Corriamo il rischio di farci prendere da facili promesse. Ma ogni valutazione va fatta nel contesto specifico. Io non penso che chiunque venga in Italia cambierà questa struttura familiare. Ma la la valutazione va data dai diretti interessati. Nel caso della Roma la famiglia Sensi deve avere la tranquillità per operare nel migliore interesse della società, tra l'altro quotata in borsa. Siamo in una necessità di trovare un equilibrio tra tradizione e successo imprenditoriale. Se ci sono offerte adatte ben vengano. Se vengono imprenditori interessati solo al business si possono avere tante opportunità di crescita, ma anche tante delusioni".
Il compito della pubblica opinione allora dev'essere quello, come del resto dovrebbe sempre essere, di attento e zelante vigilante, affinché le logiche che negli anni scorsi hanno sgonfiato e svilito il pallone non si ripetano. Insomma, che l'informazione sia il cane da guardia e non il servo del padrone.

mercoledì 6 febbraio 2008

Palazzi deferisce Milan&Inter per falso in bilancio

Assolti per non aver commeso il fatto dalla giustizia ordinaria, ma deferiti dalla Procura Federale per aver violato "i principi di lealtà, correttezza e probità in ogni rapporto comunque riferibile all'attività sportiva", come recita l'art.1 del CGS (Codice di Giustizia Sportiva). L'azione intrapresa dal procuratore della Figc Stefano Palazzi contro Milan&Inter, oltre ad avere una valenza simbolica, è un esempio di coraggio sconosciuto nella storia rotondoiatrica di questo Paese. Tra i motivi che hanno spinto il procuratore federale all'inatteso gesto, come ha esemplificato il bravissimo Adriano Stabile di SpySpot, c'è "l'abnorme e strumentale valutazione di alcuni calciatori, plusvalenze fittizie messe a bilancio derivanti cessioni con corrispettivi di gran lunga superiori a quelli realmente attribuibili e manovre contabili finalizzate a far apparire perdite inferiori rispetto a quelle realmente esistenti" (ricordo che all'epoca dei fatti, senza la manomissione dei bilanci, le due società non avrebbero potuto iscriversi al campionato). Deferiti assieme ai club milanesi, ci sono: Adriano Galliani, il vicepresidente nerazzurro Rinaldo Ghelfi e due ex della società interista, Gabriele Oriali e Massimo Moretti.
Prima di concludere, desidero segnalare a tutti i mei lettori il libro scritto dal presidente del Bologna Gazzoni (con l'aiuto di Ivan Zazzamaroni), La Rete (in libreria dal 7 febbraio), in cui il presidente del Bologna spedito in serie B da Moggi&Della Valle, racconta i segreti misfatti del mondo pallonaro e presenta gli "inquietanti documenti che hanno portato al fallimento di Victoria 2000, la holding che controllava il Bologna" (cit. Adriano Stabile, SpySport). Insomma, un nuovo avvincente capitolo, foriero di spunti ne sono certo, della saga Calcioporcara.

sabato 2 febbraio 2008

Milan&Inter prosciolte. Gonfiare i bilanci non è reato.

Con il proscioglimento di Milan&Inter dalle accuse di aver manomesso i bilanci, si apre una nuova stagione per il calcio italiano. La finanza creativa è ora possibile e le plusvalenze fittizie non sono reato. Come a dire che non importa se un grande campione vale come un brocco qualsiasi: la sentenza che ha deciso il "non luogo a procedere" contro le due società milanesi, infatti, ha stabilito il principio secondo cui "non si può determinare- ha scritto ieri L'Unità- con certezza il valore di un atleta, anche se viene strapagato pur non avendo mai messo piede in prima squadra".
Gaetano Pecorella, legale del Milan e del Berlusca, ha incassato dopo la sentenza Sme-Ariosto un altro successo giudiziario. "Evidentemente- ha detto l'avvocato- il bilancio rispondeva a verità . La valutazione fatta dal giudice è che i bilanci erano genuini e veritieri". E certo che rispondeva a verità... se non si può stabilire, neanche con una valutazione di mercato, il reale valore di un calciatore, allora tutto diventa possibile. Persino che un giovane tesserato dal Milan, tale Simone Brunelli, possa passare all'Inter senza aver firmato né visto alcun contratto (come sostenne lo stesso Brunelli) per la modica cifra di 3 milioni di euro. Ebbene per il gup Paola Di Lorenzo questo caso non è una plusvalenza fittizia, (no, no!), perché il valore di Simone Brunelli, che mai ha giocato nella squadra rossonera e tantomeno in quella nerazzurra, non lo si può stabilire.
Questo il caso più eclatante, ma anche lo scambio tra giocatori noti come Seedorf e Coco per 30 milioni cadauno puzza e non poco (perché le due milanesi all'epoca si volevano liberare di entrambi i calciatori, proposti a mezza Europa e scartati per i loro elevati ingaggi).
E pensare che il 17 dicembre scorso gli avvocati di Milan&Inter avevano "presentato richiesta di proscioglimento a causa dell'inutilizzabilità tra le fonti di prova della consulenza tecnica indicata dal pm Carlo Nocerino". Inutilizzabilità che avrebbe permesso a Galliani (Milan), Guelfi e Gambaro (Inter) di non andare al processo, certo, ma che non gli avrebbe dato il "certificato" di buoni e corretti amministratori delle finanze dei club in questione. Vuoi mettere? Questa si che è classe.

giovedì 24 gennaio 2008

Giornalisti/giornalai e giacchette nerazzurre. Il commento del blogger francesco facchini


Ancora una volta ospito in questo blog un commento dell'amico giornalista Francesco Facchini, che ha voluto dire la sua in tema di arbitri, Inter e giornalismo all'italiana. (Nella foto a destra Materazzi abbraccia l'arbitro di Italia-Germania).

Gli arbitri soli e l’Inter che scivola

Va detto che la coppa Italia non se la fila nessun, ma il gusto sano di un mercoledì pieno di gol visibili per tutti e di gente che si danna l’anima sul campo, fa pensare che il calcio italiano sia ancora vivo. Però sono alcuni giorni che vorrei assestare un calcio nei palloni a chi ha realizzato la squallida campagna mediatica anti Inter dopo il rigore di Couto e affini. Un calcio nei palloni, tuttavia, lo riservo anche all’Inter stessa, ma ora andiamo con ordine.
Il disquisir mi è, come sempre, maleodorante, ma, anche per rispondere ad alcuni lettori che mi tacciano di fare il facile criticone, vorrei dire che mi è anche doveroso. Motivo? Io non campo di calcio, ma di giornalismo e, tutti i giorni che dio manda in terra, la mia battaglia per chiedere, rompere le scatole, denunciare, dire la verità, la faccio nelle pagine del giornale per il quale lavoro. Con questi spunti però voglio denunciare ciò che non va e alzare la voce se questo può far pensare molta gente. Oltretutto vedo che serve e penso che possa aiutare il calcio, quello vero e sano che si fa dentro il campo, a rinascere anche fuori dalle righe di gesso. Ecco un calcio nei palloni: va di diritto a chi ha strascritto, nei giorni scorsi, di un nuovo condizionamento pro nerazzurri. Si è trattato di un becero caso (sul mio giornale di questo ve n’era piccolissima traccia) di turlupinamento, l’ennesimo, del tifoso il quale, peraltro, ci è cascato. Il giochino è facile: se vuoi far vendere i giornali, devi parlare contro qualcuno o alzare la polvere del sospetto. Ci fosse stato uno in grado di provare la sudditanza (improvabile) o di certificare l’eventuale nuova ondata di condizionamenti. Eppure si sono visti titoli roboanti, da novella Calciopoli. E i tifosi? Vi ho guardati voialtri (lo dico in generale). Tutti a dire “sì è vero, ora comanda Moratti”, oppure “non è vero, comanda Caio, anzi no, Tizio, anzi Sempronio”. Tutti a parlare di “Area Condizionata” (titolo visto coi miei occhi) e nessuno a far l’unica inchiesta che andava fatta: quella sullo stato, disastrato, degli arbitri. Soli, sputtanati, scarsi fin che volete, ma uomini e basta, non marionette. Tutti a guardare il dito che indica la luna, nessuno a guardare luna.
Il calcio nei palloni all’Inter va per una sensazione provata in queste ore. Tutti attaccano il novello potere presunto? E l’Inter va in silenzio stampa, lasciando lo spazio per il piccolo tarlo del dubbio che il non detto eventualmente ingigantisce. Un errore, a mio avviso personale, di me medesimo che poco conto. Un errore che dà l’idea di un atteggiamento un po’ infantile del tipo “mi hai detto che son cattivo? E io non ti parlo più. Tié!”. Più signorile sarebbe stato il dialogo, la spiegazione e il normale lavoro di tutti i giorni. Comunque non è la prima volta che provo questa sensazione con i nerazzurri. L’ho provata, situazione quasi uguale, con lo scudetto “sulla carta”. Beh, lo presero e fecero male. C’era da dirlo solo all’Uefa che necessitava di una testa di serie per la Champions, ma sbandierare quel trofeo avuto di rimbalzo non è stato bello. Andava signorilmente sepolto con un “No grazie, adesso che i delinquenti sono stati stanati, lo scudetto lo vinciamo sul campo”. Non è successo, peccato.

martedì 22 gennaio 2008

Lo "stile" Juve trasloca a via Durini

Vi ricordate l'inconfondibile stile della Juve moggiana? Uno stile in virtù del quale alla Triade e a Lippi era concesso commentare alla moviola gli episodi sfavorevoli ("Non è vero che la Juve è favorita, guardate qua..."), ma non quelli a loro favore ("Non è nel nostro stile commentare la moviola"). Che gli permetteva di escludere giornalisti sgraditi dalla sala stampa juventina (come Crosetti di Repubblica) e addirittura di vietare lo stadio "Delle Alpi" a Marco Travaglio. Quello stile ora sembra abbia traslocato a via Durini, nella sede storica dell'Inter. Così la società nerazzurra, senza alcun motivo ufficiale, ha annullato la consueta conferenza stampa prepartita (è in programma domani l'importante match di Coppa Italia contro la Juventus), divincolandosi da imbarazzanti domande relative alle polemiche scaturite dall'arbitraggio di Gervasoni in Inter-Parma e ad un possibile accostamento con la Juventus pre Calciopoli. Anche il presidente Moratti, logorroico quando i bianconeri rubavano scudetti alla sua squadra, ha preferito non rispondere alle domande di un giornalista di Sky sotto il suo ufficio.

sabato 29 dicembre 2007

Prosegue il processo a Milan&Inter per falso in bilancio

Sarà che gli occhi di tutti(?) sono puntati sul caso Ronaldo, va in Brasile o resta al Milan?, sul calciomercato che riapre tra pochi giorni (Zambrotta andrà al Milan?, l'Inter prenderà un centrocampista? e, soprattutto, Ronaldinho arriva subito o viene a giugno?), ma del lavoro della procura di Milano che si sta occupando del falso in bilancio di Milan&Inter non se ne parla proprio. In tv niente, sui giornali poca roba... e sul web?Beh, qualcosina c'è sempre... Poche notizie intendiamoci, ma preziose, e che ci ricordano che la 'monnezza', nel calcio come nelle strade, non sta solo a Napoli...

La difesa del vice presidente dell'Inter Ghelfi ha chiesto al gup di Milano il proscioglimento per falso in bilancio. La memoria difensiva è stata presentata dagli avvocati di Ghelfi e dell'ex dirigente nerazzurro Mauro Gambaro nella cancelleria del gup di Milano. Domani, infatti, riprenderà l'udienza preliminare nella quale i due sono imputati di falso in bilancio per gli anni 2003 e 2004 insieme all'ad del Milan, Adriano Galliani. Ghelfi e Gambaro, comunque, hanno presentato richiesta di proscioglimento per 'non luogo a procedere' a causa dell'inutilizzabilità tra le fonti di prova della consulenza tecnica indicata dal pm Carlo Nocerino

  • AGI del 18 dicembre:

Il gup di Milano, Paola Di Lorenzo, deciderà il prossimo 23 gennaio sulla richiesta di rinvio a giudizio per il vice presidente vicario del Milan Adriano Galiani, e per i dirigenti dell'Inter, Mauro Gambaro e Rinaldo Ghelfi, accusati di falso in bilancio. Oggi, le difese hanno sollevato diverse eccezioni, mentre il pm Carlo Nocerino ha chiesto nuovamente che i tre imputati vengano processati per aver 'gonfiato' i bilanci dei rispettivi club attraverso la compravendita incrociata di giocatori

  • Behablog del 19 dicembre, (sarcastico commento di Oliviero Beha sulla vicenda, estratto da un suo articolo intitolato "Da Speciale a Moggi, la palude-Italia"):

Solo per dare un’occhiata al magma da un altro punto di vista, pensate che mentre a Napoli in Tribunale infuria l’argomento processuale Calciopoli, a Milano Milan e Inter sono in ballo per l’imputazione di falso in bilancio per gli anni 2003-2004. Galliani parla più volentieri del trionfo mondiale del Milan e definisce la storia una bufala. Per Moratti è d’uopo un non luogo a procedere. Perché non c’è stato il reato?Ma che, beati voi, e allora tutto il discorso precedente non sarebbe quella cerniera oppressiva che è: no, il proscioglimento dell’Inter è richiesto sulla base della “inutilizzabilità” della consulenza tecnica indicata dal pubblico ministero tra le fonti di prova…