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domenica 8 giugno 2008

Platini: Attenti agli americani

Ritorno sulle affermazioni fatte dal presidente dell'Uefa Micheal Platini a L'Equipe l'altro ieri. In particolare, nel post di ieri avevo omesso una dichiarazione di Le Roi che, seppur riferita alla situazione della Premier inglese, mi sembra alquanto interessante anche per il futuro di alcuni club del calcio italiano, e in particolare della Roma. Platini ha detto che lui "non vede perché gli americani vengano a investire nelle squadre della Premier League, se non per farne dei prodotti". Poi ha aggiunto: "È una corsa continua al denaro, che produce risultati esattamente come la proposta di giocare la 39ª giornata di campionato all'estero".
Questi americani dunque non convincono il massimo dirigente del calcio Europeo, che invita a diffidare di chi promette mari e monti apparentemente senza secondi fini, fin quando non si scopre (come nel caso Liverpool che si vocifera rischi la bancarotta), quando ormai è troppo tardi, che le casse sono vuote e che i debitori bussano alla porta.
Un monito che dovrebbe far riflettere alcuni quotidiani della Capitale, come la redazione de Il Romanista, che nelle settimane passate s'era schierata decisamente a favore del neo potenziale presidentissimo Soros (ricordate la petizione per chiedere alla famiglia Sensi di agevolare l'acquisizione della Roma da parte del magnate statunitense?), con uno slancio che travalicava il lavoro giornalistico, trasformandolo in attività di lobbing. Per fortuna che a fare il "cane da guardia" c'è la Magistratura, che non a caso ha aperto un'indagine sulle oscillazioni del titolo dell'AS Roma. Nella speranza che si possa fare finalmente luce su questo aggrovigliato caso.

giovedì 24 aprile 2008

Soros ai raggi X


Alla Leggendadelcalcio preme sapere chi sia veramente George Soros, affiché, al di là di quanto di buono s'è detto finora, non saltino poi fuori, quando magari è troppo tardi, i famosi scheletri nell'armadio. Giunge a proposito dunque, un ritratto fuori dagli schemi, fatto da Biagio Marzo su L'Opinione, un giornale, è bene tenerlo presente, vicino al Cavaliere, il quale, a quanto sembra, pare non abbia molta stima per il magnate americano, simpatizzante di Emma Bonino e di Marco Pannella, ai quali prestò due anni fa un milione di euro da investire in campagna elettorale. E allora ecco alcuni stralci di quest'articolo, scremati delle sole cose che c'interessano.

"Soros è il classico esempio del finanziere, politicamente corretto di cultura liberal, che fa parlare di sé per le sue scorribande finanziarie e per le battaglie a favore della democrazia, attraverso organizzazioni filantropiche sparse per il mondo. Dietro la filantropia c’è chi si sospetta che Soros faccia alla grande i propri affari in modo spregiudicato. In particolare, è il finanziatore di movimenti che si battono per la democrazia e per il liberalismo. Lo strumento finanziario con cui interviene è il Quantum fund e, se vogliamo dirla tutta, proprio Soros è l’inventore degli hedge fund, o meglio ancora, quello che li sa manovrare meglio. Oltretutto, le sedi sociali dei fondi sono in Paesi considerati come “paradisi fiscali”. Autore di saggi economici e filosofici, si è ispirato alla scuola liberale di Karl Popper alla quale è legato per averlo avuto come professore alla London school of Economics and Political Sciences. George Soros (era già sbarcato) nel Bel Paese, per una sua profittevole operazione di business sull’euro, nel settembre del 1992, quando scese in campo per speculare sulla lira. Nel 2006, il Tribunale di Parigi lo condannò, per un accusa accusa di insider trading, a pagare una penale di 2,2 milioni di euro. Per una vecchia storia che risale al 1988 in cui Soros rimase coinvolto per l’acquisto di quote di una piccola banca. E’ ritornato alla ribalta per una avventura inedita nel mondo del sport(...). Si badi bene (però) che Soros (alla Roma) sarebbe intenzionato a fare sul serio. Ragion per cui, vorrebbe acquistare la Roma rapidamente e con poca spesa. La Famiglia Sensi è pienamente d’accordo sui tempi, mentre non lo sarebbe sull’entità della cifra, data la sua notevole esposizione bancaria (si parla di 370 milioni di euro) con l’Unicredit. Sul prezzo, si dice ci sia in vista un’estenuante tiramolla tra le parti".

(parti di un articolo de L'Opinione; per chi volesse leggere l'intero pezzo clicchi qui)

martedì 22 aprile 2008

Sotto al cupolone è già Soros-mania


Solo nell’ultimo mese le azioni della As Roma hanno guadagnato oltre il 60%, e oggi alle 15.00 il titolo è stato nuovamente sospeso in Borsa per eccesso di rialzo. E' oramai chiaro che la famiglia Sensi sta per passare la mano, probabilmente al magnate americano George Soros. L'accordo ancora non è stato fatto, ma sotto al cupolone è già scoppiata la Soros-mania.
L'influente quotidiano dei pallononari capitolini, Il Romanista, oggi ha scritto che una società americana facente capo a Soros, la Inner Circle Sports, si starebbe preparando a chiudere l'affare. "È finita- ha sostenuto Il Romanista- quando in Italia era notte tarda la riunione di Inner Circle Sports a New York. Qui erano le 21.30 (le 15.30 in Usa) quando gli uomini di Soros si sono visti per definire quando e come tornare a Roma per comprare l’As Roma. In mattinata erano stati chiamati dalla società giallorossa che li avvertiva dell’imminente uscita di un comunicato e poi di un altro: quelli in cui si dice, e si ridice insieme alla Consob, che non c’è nessuna offerta araba, almeno non quella della famiglia Reale degli Emirati Arabi". Il giornale diretto da Riccardo Luna ha scelto la linea esterofila, di appoggio incondizionato a Soros, e per questo ha dato risalto, udite-udite, a una petizione promossa da alcuni tifosi, cioè una raccolta di firme su internet, per "chiedere alla famiglia Sensi di prendere in considerazione l’idea di cedere la società al magnate americano. Un uomo che possa così permettere ai romanisti di sognare in grande".
A questo punto viene da chiedere, ma chi è questo George Soros? "Nato a Budapest 78 anni fa- ha scritto Fulvio Bianchi sulla sua rubrica Spycalcio de La Repubblica- ha vissuto a Londra sino al 1956 e ora che ha fatto fortuna negli Stati Uniti continua a seguire regolarmente le vicende del calcio europeo e italiano". E ancora: "il suo patrimonio è stato calcolato in 8,5 miliardi di dollari: secondo Forbes, è l'ottantesimo uomo più ricco al mondo(...), divorziato due volte con cinque figli; emigrato negli Usa ha fatto fortuna con la Soros Fund Management. Appoggia Obama nella corsa alla Casa Bianca". Insomma, per il momento è tutto oro quel che luccica a dispetto di coloro che in questi giorni hanno manifestato dubbi sulle 'qualità' del magnate.
Ma perché a questo quasi ottantenne sarebbe venuta voglia di comprare la Roma? Sempre secondo Fulvio Bianchi è a causa di un mix, tra sentimento e valore di mercato. "Il club- ha scritto il giornalista de La Repubblica- ormai è conosciuto in tutto il mondo (merito di Sensi, Spalletti, Totti...), inoltre Soros è interessato anche a costruire uno stadio nella capitale (cosa direbbe però il Coni?) e ad altre attività della famiglia Sensi". Già, i Sensi. Debitori di parecchie centinaia di milioni di euro con Unicredit, la banca che appena ha sentito il profumo dei dollari non ha resistito e ha, probabilmente, chiesto a Rosella Sensi di vendere e sanare la sua esposizione debitoria. Per Soros invece, pare che 250 milioni siano bruscolini. Almeno per oggi, poi domani chissà non venga a chiedere gl'interessi.

lunedì 21 aprile 2008

All'Inter lo Scudetto, la Roma ai magnati


Con la vittoria di domenica sul Torino e la battuta d'arresto della Roma in casa con il Livorno, l'Inter ha messo le mani sullo Scudetto. A quattro giornate dalla fine del campionato ora i punti di vantaggio sulla seconda sono sei. Un bel bottino che mette la banda Mancini al riparo da improbabili sorprese. Certo, l'aritmetica non dice che la rimonta sia impossibile, ma i giallorossi, privi di capitan Totti che resterà fuori dai giochi per 4-6 mesi, non sembrano in grado di reggere il passo di una capolista che ha ritrovato gambe e convinzione. Campionato concluso dunque, e inevitabilmente si torna a parlare di calciomercato.
Per la società dei Sensi, più che di calciatori papabili a vestire la maglia giallorossa, si parla insistentemente di un cambio ai vertici. Candidato numero uno era George Soros, anche se le ultime notizie informano di un suo disinteresse maturato venerdì scorso. Ora è invece la volta di uno sceicco di Dubai, Saeed Al Maktoum, anche se la cosa è stata già smentita dalla Italpetroli, società che detiene la quota di maggioranza dell'AS Roma, con un comunicato.
Eppure è da mesi che le azioni dell'AS Roma guadagnano in Borsa ed è chiaro che qualcosa stia per accadere. La Consob inoltre tiene le azioni giallorosse sotto stretta osservazione e ha intimato all'ad Rosella Sensi di comunicare qualsiasi proposta di acquisizione pervenga al club capitolino. Fulvio Bianchi, giornalista di Repubblica, ha dedicato ampio spazio alla cosa sulla sua rubrica SpyCalcio, mentre la Gazzetta dello Sport, che ha fatto per prima lo scoop che accreditava l'interesse di Soros, crede ciecamente nella possibilità di un passaggio di mano della società di Trigoria. Il Corriere dello Sport non è da meno e oggi ha ampilificato l'ipotesi araba, così come un po' tutta la stampa romana. In questo turbinio di voci che si susseguono, la speranza, neanche troppo celata, è che il nuovo proprietario porti denaro fresco da investire, sia per rilanciare un club che nella sua storia ha vinto troppo poco, che il Calcio italiano, sempre più a corto di liquidi e che di anno in anno perde appeal rispetto alla Premier inglese e alla Liga spagnola. Poche le voci dissonanti e che avanzano dubbi, non tanto sull'esistenza di un'offerta quanto sulla volontà da parte di questi magnati di fare una seria politica imprenditoriale. Il primo è stato Lotito, che forse per la sua posizione di presidente della Lazio non è stato ritenuto credibile dai tifosi giallorossi. Oggi invece, si è levata la voce di Abete, il quale ha avanzato dubbi e perplessità proprio sulla serietà di questi nuovi business-man. "Il calcio italiano ha ottenuto tanti successi grazie all'apporto importante di tante famiglie imprenditoriali - ha detto il presidente della Ficg a Radio Anch'io Sport - Non è solo una questione di tradizione, è un fatto oggettivo che va valorizzato. Corriamo il rischio di farci prendere da facili promesse. Ma ogni valutazione va fatta nel contesto specifico. Io non penso che chiunque venga in Italia cambierà questa struttura familiare. Ma la la valutazione va data dai diretti interessati. Nel caso della Roma la famiglia Sensi deve avere la tranquillità per operare nel migliore interesse della società, tra l'altro quotata in borsa. Siamo in una necessità di trovare un equilibrio tra tradizione e successo imprenditoriale. Se ci sono offerte adatte ben vengano. Se vengono imprenditori interessati solo al business si possono avere tante opportunità di crescita, ma anche tante delusioni".
Il compito della pubblica opinione allora dev'essere quello, come del resto dovrebbe sempre essere, di attento e zelante vigilante, affinché le logiche che negli anni scorsi hanno sgonfiato e svilito il pallone non si ripetano. Insomma, che l'informazione sia il cane da guardia e non il servo del padrone.