
Roma, 4 mag. - (Adnkronos) - "La scissione in Lega verra' ricordata come un momento felice sia per la serie A che per la serie B". Lo afferma Maurizio Zamparini, presidente del Palermo e uno dei piu' convinti sostenitori della nuova Lega calcio che sara' affidata a Maurizio Beretta. "La mia lettera e' stata determinante", dice Zamparini a 'La politica nel pallone', rubrica di 'Gr Parlamento', "e' come se avessi acceso la luce nel cervello di tutti i presidenti e tutti mi hanno dato ragione. E' paradossale che chi sia il motore economico al momento delle votazioni sia in disparte. La Lega dovrebbe contare per il 60% nel consiglio federale, invece conta il 17%. Chiediamo indipendenza, non possiamo permetterci che il calcio vada alla deriva -sottolinea il n.1 del club rosanero-, vogliamo costruire un calcio vincente e moderno. Noi siamo quelli che ci mettono il capitale e il rischio, non dobbiamo accontentarci dei soliti giochi di potere. Sono tutti d'accordo con me, Galliani in primis che ha sposato questa divisione". Zamparini rassicura anche i dirigenti della serie cadetta: "La serie B non verra' abbandonata, prendera' piu' di prima. E' anche interesse della serie A che ci sia una serie B equilibrata e che diventi un serbatoio di giocatori, faremo le cose per bene".
lunedì 4 maggio 2009
Zamparini: "Scissione Lega un bene per la serie B"
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martedì 24 giugno 2008
Calcio e camorra, assolta Giovanna Caiazzo
Calcio e camorra. Consiglio a tutti i lettori de Laleggendadelcalcio il post firmato da Marco Liguori sul suo blog, e disponibile cliccando qui. Un articolo che racconta la strana vicenda giudiziaria di alcuni balordi, tra i quali spicca la figlia del boss di camorra Antonio Caiazzo (Giovanna Caiazzo), trovata in possesso di 70 biglietti contraffatti per la tribuna nel 2001, poco prima dell'inizio della partita Inter-Roma. Tutti gli imputati sono stati assolti perché "i quattro enti indicati come parti offese (ossia Inter, Lega Calcio, Federazione e Tim) non sono soggetti di diritto pubblico ma di diritto privato", e dunque per procedere era necessaria una querela di parte. Querela mai giunta al tribunale e che, come scrive Liguori, "avrebbero potuto creare un importante precedente nella difficile lotta alla falsificazione dei biglietti delle partite e alla loro vendita".
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lunedì 17 dicembre 2007
Lo stato delle cose. Calciopoli Atto III
Intorno a Lucky Luciano (come è stato chiamato Luciano Moggi in un famoso libro edito dalla Kaos), tutto un mondo che invece d’essere cambiato (eticamente, legislativamente, culturalmente) pare sia sempre lo stesso. Con tutti che predicano bene(?) - “sono innocente”; “facevano tutti così”; “è il sistema” -, ma poi razzolano male. E la cronaca di questi mesi, di questi giorni, di queste ultime ore ne è l’esempio. Come la Juventus, che non appare al processo come parte civile, nonostante in questi mesi Lapo&famiglia c’abbiano raccontato che la “triade” è stata una maledizione per la società bianconera e non, come ragionevolmente si potrebbe pensare, una risorsa… (come se Umberto A. non sapesse chi si metteva in casa).
Guardando tutto questo, mi torna in mente un’intervista rilasciata dal pm di Napoli Giuseppe Narducci a Maurizio Galdi e apparsa su La Gazzetta dello Sport del 17 novembre 2007. “Il calcio è desolante- ha detto il magistrato-. Visto dall’interno ci si trova davanti ad interessi di ogni tipo che nulla hanno a che fare coi principi dello sport. La realtà è peggiore di quello che si possa immaginare. Nel mondo del calcio è cambiato poco o nulla. Resta il valore di questa inchiesta, ma indagini penali e processi non possono cambiare la situazione. Un discorso che vale anche per la violenza negli stadi. È un problema che riguarda tutti i momenti della vita italiana, non solo lo sport. Per cambiare ci vuole altro che un’indagine. Lo Stato dovrebbe intervenire direttamente e decidere, non può disinteressarsi. Dall’ordine pubblico, ai diritti tv, alla giustizia sportiva. Lo sport non può farcela da solo”.
Insomma c’è tanta carne al fuoco che val la pena di seguire e approfondire questa “nuova” Calciopoli. Alla faccia di chi sostiene che di Calciopoli “non frega più a nessuno", ho intenzione di seguire il “caso” con passione e senso critico e, per quanto mi è possibile, approfondirlo con tutto il materiale che ho a disposizione (ritagli di giornali, materiale d’agenzia, quella grossa banca dati pubblica che è internet, ecc.). Saranno benvenute tutte le informazioni (le dritte) che i lettori vorranno concedermi: basta cliccare sulla mia e-mail e comunicarmele.
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