
Si stanno via via spegnendo gli ultimi rumors circa la cessione di Ital Petroli dell'As Roma, società quotata in Borsa. Tranne che per alcuni ostinati giornalisti che fanno campagna per chissà chi, ormai appare chiaro che non ci sono in giro acquirenti veri, cioè personaggi in gradi di liquidare i Sensi e fare un progetto serio che rilanci la società giallorossa. Il titolo As Roma intanto continua a scendere a Piazza Affari. In questo momento cede l'1,14%. Un risultato dovuto (in parte) anche al bilancio trimestrale diffuso il 14 maggio dalla società; un bilancio ancora in attivo ma viziato da minori entrate dovute alle cattive prestazioni agonistiche della squadra. "Peggiorano i risultati di AS Roma nel terzo trimestre dell'anno - ha scritto l'agenzia Asca - I ricavi si attestano a 42,3 milioni dai 61,9 milioni dello stesso periodo del 2008 per il venir meno di proventi non ricorrenti pari a 16,7 milioni e dei proventi per i quarti di finale di Champion's League pari a 2,5 milioni. In lieve crescita i costi a 36,3 milioni che hanno determinato un margine operativo lordo in calo a 5,9 milioni dai 26,2 milioni del 2008 e il risultato netto e' negativo per 2,5 milioni rispetto all'utile di 14,2 milioni dell'analogo periodo del 2008. I primi 9 mesi evidenziano un risultato netto positivo di 7,3 milioni contro l'utile di 28 milioni nello stesso periodo del precedente esercizio finanziario" (il corsivo è nostro, ndr).
mercoledì 20 maggio 2009
Cessione Roma: si spengono i rumors e cala il titolo
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lunedì 4 maggio 2009
Piazza Affari: titolo As Roma -3,88%

Oggi a Piazza Affari il titolo dell'As Roma ha perso il 3,88%. E ciò dimostra quanto dicevamo in questi giorni: intorno alle azioni della Roma c'è solo una speculazione in atto. Un fatto venuto alla luce solo grazie all'informazione veicolata da Internet, non certo dalla stampa offline che in tutto questo tempo non ha fatto altro che pompare la notizia della cessione del pacchetto di maggioranza della società di Trigoria a una cordata italo-tedesca.
Certo, avrà certamente pesato l'ultimo comunicato stampa diffuso dalla società dei Sensi che ha smentito su tutta la linea ogni interessamento. Ma bisogna riconoscere il lavoro svolto da alcuni siti come LaRoma24, Sporteconomy e chissà chi altro, nel fare chiarezza. E, se ce lo consentite, come noi de Laleggendadelcalcio. Che nel nostro piccolo non abbiamo fatto altro che spulciare la stampa estera per vedere se ci fosse qualcosa di vero.
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domenica 3 maggio 2009
Il lato oscuro della cessione (a cui non crediamo) dell'As Roma

"I giornalisti economici si chiamano così perché costano poco". Questa è una massima che gira da sempre nel mondo dell'informazione. E significa che in un Paese come il nostro, dove le proprietà editoriali sono in mano a magnati della finanza (dove cioè non esistono editori 'puri'), ogni notizia economico-finanziaria dovrebbe essere presa con le molle sia dai giornalisti di altre testate o gruppi editoriali (che prima di pubblicarla hanno l'obbligo di verificarne la veridicità) sia dal pubblico a cui è destinata (di solito il destinatario è l'operatore e il consulente finanziario piuttosto che la gente comune). Purtroppo però ciò non sempre avviene.
Come nel caso che in questi giorni ha coinvolto l'As Roma e i suoi titoli azionari.
Un noto quotidiano economico il 22 aprile ha diffuso la news che una cordata italo-tedesca fosse intenzionata a rilevare il pacchetto di maggioranza della società in mano alla Italpetroli, l'azienda della famiglia Sensi fortemente indebitata con Unicredit. La notizia è in poco tempo rimbalzata su tutti i mass media italiani facendo lievitare di colpo il valore del titolo a Piazza Affari. Esattamente com'era accaduto qualche mese prima, quando si parlò di un interessamento da parte della Tamoil.
Noi de Laleggendadelcalcio, nel nostro piccolo, abbiamo monitorato in questi giorni alcuni siti internet di importanti quotidiani d'Europa, che in qualche modo avrebbero potuto essere interessati ad approfondire la notizia della possibile cessione della Roma. Ma sul sito della Bild, della Bbc e de L'equipe non c'è traccia della vicenda, ripresa invece da alcuni quotidiani minori - PressDie e due siti svizzeri - che, con ogni probabilità, hanno solo colto rumors provenienti dall'Italia . Insomma: roba da poco.
Abbiamo poi fatto un po' le pulci a quel quotidiano italiano - che non citiamo - che ha dato per primo la notizia (il 22 aprile). Navigando e googolando qua e là abbiamo notato che il direttore-vinaio di questo giornale finanziario avrebbe - in qualche modo - un personale tornaconto a costruire lo scoop. C'è un filo, infatti, che lega questo Signore a Cesare Geronzi, attuale presidente di Mediobanca, che qualche anno fa acquistò - tramite Capitalia - una quota rilevante delle azioni della Roma.
Dal quotidiano online 'SportEconomy', inoltre, abbiamo appreso che uno degli uomini che in questi giorni sono stati accostati alla Roma, quel Flik che avrebbe dovuto essere il deus ex machina di tutta l'operazione, in realtà è solo un modesto avvocatucolo.
Dunque, è stata tutta una montatura? Una speculazione finanziaria? Il sospetto è forte ma una risposta definitiva non l'abbiamo. I segnali che arrivano dalla società dei Sensi dicono che non c'è alcun acquirente interessato a rilevare le loro quote. Ma per saperne di più a noi comuni mortali non resta che aspettare che la situazione si evolva. E ciò, ne siamo sicuri, non accadrà prima che le azioni della società capitolina sfondino quota 1 euro cadauna.
Poscritto.
Alcuni giorni dopo l'uscita di questo post apprendiamo che la Consob ha deciso di indagare sul titolo dell'As Roma. In proposito leggete l'articolo "La Consob indaga, titolo As Roma con strani rialzi" apparso sul sito ForzaRoma.com
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18:13
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venerdì 1 maggio 2009
Cessione As Roma: dopo Soros e Tamoil arrivano i tedeschi a sostenere il titolo in borsa?

Una nuova cordata, stavolta guidata da Vinicio Fioranelli e da Volker Flick, pare intenzionata ad acquistare le azioni dell'As Roma. La regia come al solito sarebbe della Unicredit, decisa a intascare il credito (si parla di oltre 300mln di euro) dalla morosa Italpetroli. Tutto vero? Forse. Eppure sembra di essere davanti ad un film già visto.
Ricorderete certamente che in passato si era parlato prima di un interessamento del magnate americano Soros, poi di quello della Tamoil. Entrambi sembravano a un passo dall'affare, invece il tutto si risolse con un nulla di fatto. L'unico effetto di un certo rilievo fu che il titolo della As Roma volò a Piazza Affari.
E stavolta invece, con la Roma fuori dalla Champions, dalla Coppa Italia e lontana dal quarto posto, la situazione è diversa? Macché.
Mentre la stampa racconta che la famiglia Sensi prova a tirare su il prezzo della società (pare che la richiesta ora sia di 420mln, 50mln più alta di quella di Soros), a schizzare in alto sono le azioni dell'As Roma. Che martedì hanno chiuso a +4,59%. Niente male. Le azioni Unicredit, invece, pare non risentano di questo tira e molla, nonostante dall'alienazione delle quote da parte della Italpetroli dovrebbe essere proprio la Unicredit a guadagnarci di più.
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19:49
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giovedì 9 ottobre 2008
La Tamoil interessata alla Roma. Solo speculazione o c'è qualcosa di vero?

Speculazione o reale interesse? Questo il problema, dopo le recenti voci di una possibile cessione della Italpetroli (la holding dei Sensi, che controlla la Roma) alla Tamoil del finanziere egiziano Roger Tamraz (che, ricorderete, prima di calciopoli aveva firmato un contratto di sponsorizzazione con la Juventus per un importo complessivo in 10 anni di 354 milioni di dollari). Un dubbio più che lecito, soprattutto dopo l'esperienza Soros. Il magnate americano, il cui interessamento al club giallorosso produsse una forte speculazione sulle azioni AS Roma, che in pochi mesi triplicarono il proprio valore passando da poco più di 0,50 cent a 1,50 euro cadauna. Poi, con la fine della trattativa tra Soros, Rosella Sensi e la Unicredit (terminata con un nulla di fatto), il titolo è tornato grossomodo al suo valore iniziale (ora viene scambiato a 0,65 cent.).
Nei giorni scorsi, prima delle voci dell'interessamento di Tamraz, il titolo è però tornato a oscillare. E parecchio. Le difficoltà finanziarie della Unicredit, la banca a cui la Italpetroli è debitrice per oltre 360mln di euro e che è tra le più esposte nella crisi dei mutui, ha fatto perdere alle azioni giallorosse in una sola mattinata oltre l'8%. Poi, nel pomeriggio, la ripresa e la chiusura con una perdita contenuta dello 0,47%. E questo grazie alle voci di un possibile coinvolgimento nella società di Trigoria di un altro finanziere, il franco-tunisino Tarak Ben Ammar (il quale ha negato poco dopo ogni indiscrezione in merito).
Ieri invece, con Piazza Affari che in un sol colpo ha perso il 5,72%, l'AS Roma ha 'tenuto' (-1,82%), con il valore delle azioni fissato a 0,62 cent. Questo, come hanno scritto analisti di borsa, proprio grazie alle voci di stampa sul possibile acquisto della Roma da parte di Roger Tamraz.
Dunque, è certamente in atto una forte speculazione sul titolo AS Roma, eppure la "Gazzetta dello Sport" continua a sostenere che la Tamoil sia realmente interessata alla Italpetroli. "Alla metà della scorsa settimana- ha scritto Massimo Cecchini sulla "Gazzetta" di oggi-, il fondatore della Tamoil ha incontrato Rosella, Maria Cristina e Silvia Sensi per formulare i suoi progetti". "I sussurri all'interno della holding (la Italpetroli, ndr) raccontano come la trattativa viaggi spedita- ha proseguito Cecchini- e non è da escludere la possibilità che Tamraz acquisti la Italpetroli e rivenda poi il club a qualche partner (probabilmente Usa) più interessato al mondo dello sport".
Insomma, il futuro della Roma si dipana ancora una volta su strade che portano verso petrolieri e sceicchi (non fu l'offerta, vera o presunta, di uno sceicco a far saltare la trattativa con George Soros?). Miliardari, che qualche mese fa Romy Gai definiva "i futuri padroni del pianeta". Ma non della AS Roma.
(Foto: Arnold van Heyst)
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16:22
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martedì 7 ottobre 2008
In piena crisi finanziaria, i titoli di Roma e Lazio sono tra i migliori a Piazza Affari

Che i titoli dell’AS Roma e della SS Lazio potessero allettare lo ‘spazzino’ Paulson (intendo il ministro del Tesoro Usa, da non confondere con il centrocampista della Juve, Poulsen) è cosa alquanto verosimile. Ma, mi chiedo, è mai possibile che quei titoli possano essere un buon investimento per un sano di mente? Beh, pare proprio di sì, almeno stando ai dati elaborati dall’ufficio studi R&S di Mediobanca sull’andamento di tutti i titoli nell’ultimo anno a Piazza Affari. Un’analisi, che ha rivelato che le due società romane sono state nell’ultimo anno, udite udite, tra le migliori otto in termini di redditività su un totale di 279 S.p.A. esaminate. Precisamente hanno guadagnato un +25,8% i biancazzurri e un +9,5 i giallorossi. Un fatto eccezionale per il calcio in Borsa, solitamente accusato di avere immesso nel mercato titoli a forte volatilità e preda di speculazioni finanziarie di basso rango, e su cui nessun broker serio si sognerebbe di scommetterci un euro.
Ma come ha spiegato il giornalista Luca Iezzi su “Affari&Finanza”, “siamo ancora lontani dal riabilitare il calcio in Borsa”. “La Roma a inizio settembre 2007 viaggiava a quota 0,67 cent. e stava avviandosi a uno dei suoi periodici rally, che gli avrebbe fatto sorpassare quota un euro solo 20 giorni dopo- ha proseguito Iezzi-. Quindi basta spostare il periodo di rilevazione di qualche settimana per trasformare il segno positivo in una forte perdita. Inevitabile per un titolo che ha oscillato in 12 mesi tra 0,50 e 1,50 euro sulle voci di un possibile cambio di proprietà: cosa che per la Roma pesa più dei risultati sportivi”. Discorso più o meno simile per la Lazio. “L’inaspettato rendimento nel campionato di serie A, che vede i biancoazzurri al comando dopo quattro giornate (ora siamo alla sesta, ndr), ha portato il titolo- ha precisato Iezzi- a guadagnare il 31,9% in una sola settimana”.
Comunque il risultato positivo dei titoli di Roma e Lazio è da valutare come estremamente favorevole, considerando che hanno ‘tenuto’ quando tutti gli altri mediamente perdevano il 38%. Una stabilità, che si spiega anche con i buoni risultati di bilancio e l’aumento del 56% degli abbonati. Eppure, nonostante la buona gestione, ha spiegato Iezzi, e i dati elaborati da R&S “non toglieranno le due società dalla black list della Consob, che le costringe ogni mese a aggiornare la loro posizione finanziaria”.
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