
Sul Messaggero di oggi Ugo Trani ha firmato un articolo sulla possibile, che per Trani è invece probabile, cessione della Roma a una cordata italo-svizzero-tedesca guidata da Vinicio Fioranelli. Questo l'incipit del suo articolo:
" «Ci siamo». Alla stretta finale. Ieri pomeriggio questa frase avrebbe confermato l’improvvisa accelerazione della cordata svizzero-tedesca, ormai convintissima di essere riuscita a centrare l’obiettivo: acquistare la Roma. Parole che sarebbero state pronunciate proprio da quel Vinicio Fioranelli, l’agente Fifa incaricato dagli stranieri di trattare con i legali della famiglia Sensi e pronto ad assumere un ruolo operativo nel nuovo club, occupandosi del marketing e soprattutto del progetto per la costruzione del nuovo stadio".
Se la famiglia Sensi passerà la mano lo sapremo tra non molto tempo. Ma a Ugo Trani una cosa gliela vogliamo ricodare ora: il giornalismo - come la Storia del resto - non si fa con i se e con i ma. Il condizionale lasciatelo agli innamorati.
martedì 5 maggio 2009
Cessione Roma: i troppi se e ma del Messaggero
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lunedì 4 maggio 2009
Piazza Affari: titolo As Roma -3,88%

Oggi a Piazza Affari il titolo dell'As Roma ha perso il 3,88%. E ciò dimostra quanto dicevamo in questi giorni: intorno alle azioni della Roma c'è solo una speculazione in atto. Un fatto venuto alla luce solo grazie all'informazione veicolata da Internet, non certo dalla stampa offline che in tutto questo tempo non ha fatto altro che pompare la notizia della cessione del pacchetto di maggioranza della società di Trigoria a una cordata italo-tedesca.
Certo, avrà certamente pesato l'ultimo comunicato stampa diffuso dalla società dei Sensi che ha smentito su tutta la linea ogni interessamento. Ma bisogna riconoscere il lavoro svolto da alcuni siti come LaRoma24, Sporteconomy e chissà chi altro, nel fare chiarezza. E, se ce lo consentite, come noi de Laleggendadelcalcio. Che nel nostro piccolo non abbiamo fatto altro che spulciare la stampa estera per vedere se ci fosse qualcosa di vero.
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domenica 3 maggio 2009
Il lato oscuro della cessione (a cui non crediamo) dell'As Roma

"I giornalisti economici si chiamano così perché costano poco". Questa è una massima che gira da sempre nel mondo dell'informazione. E significa che in un Paese come il nostro, dove le proprietà editoriali sono in mano a magnati della finanza (dove cioè non esistono editori 'puri'), ogni notizia economico-finanziaria dovrebbe essere presa con le molle sia dai giornalisti di altre testate o gruppi editoriali (che prima di pubblicarla hanno l'obbligo di verificarne la veridicità) sia dal pubblico a cui è destinata (di solito il destinatario è l'operatore e il consulente finanziario piuttosto che la gente comune). Purtroppo però ciò non sempre avviene.
Come nel caso che in questi giorni ha coinvolto l'As Roma e i suoi titoli azionari.
Un noto quotidiano economico il 22 aprile ha diffuso la news che una cordata italo-tedesca fosse intenzionata a rilevare il pacchetto di maggioranza della società in mano alla Italpetroli, l'azienda della famiglia Sensi fortemente indebitata con Unicredit. La notizia è in poco tempo rimbalzata su tutti i mass media italiani facendo lievitare di colpo il valore del titolo a Piazza Affari. Esattamente com'era accaduto qualche mese prima, quando si parlò di un interessamento da parte della Tamoil.
Noi de Laleggendadelcalcio, nel nostro piccolo, abbiamo monitorato in questi giorni alcuni siti internet di importanti quotidiani d'Europa, che in qualche modo avrebbero potuto essere interessati ad approfondire la notizia della possibile cessione della Roma. Ma sul sito della Bild, della Bbc e de L'equipe non c'è traccia della vicenda, ripresa invece da alcuni quotidiani minori - PressDie e due siti svizzeri - che, con ogni probabilità, hanno solo colto rumors provenienti dall'Italia . Insomma: roba da poco.
Abbiamo poi fatto un po' le pulci a quel quotidiano italiano - che non citiamo - che ha dato per primo la notizia (il 22 aprile). Navigando e googolando qua e là abbiamo notato che il direttore-vinaio di questo giornale finanziario avrebbe - in qualche modo - un personale tornaconto a costruire lo scoop. C'è un filo, infatti, che lega questo Signore a Cesare Geronzi, attuale presidente di Mediobanca, che qualche anno fa acquistò - tramite Capitalia - una quota rilevante delle azioni della Roma.
Dal quotidiano online 'SportEconomy', inoltre, abbiamo appreso che uno degli uomini che in questi giorni sono stati accostati alla Roma, quel Flik che avrebbe dovuto essere il deus ex machina di tutta l'operazione, in realtà è solo un modesto avvocatucolo.
Dunque, è stata tutta una montatura? Una speculazione finanziaria? Il sospetto è forte ma una risposta definitiva non l'abbiamo. I segnali che arrivano dalla società dei Sensi dicono che non c'è alcun acquirente interessato a rilevare le loro quote. Ma per saperne di più a noi comuni mortali non resta che aspettare che la situazione si evolva. E ciò, ne siamo sicuri, non accadrà prima che le azioni della società capitolina sfondino quota 1 euro cadauna.
Poscritto.
Alcuni giorni dopo l'uscita di questo post apprendiamo che la Consob ha deciso di indagare sul titolo dell'As Roma. In proposito leggete l'articolo "La Consob indaga, titolo As Roma con strani rialzi" apparso sul sito ForzaRoma.com
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venerdì 1 maggio 2009
Cessione As Roma: dopo Soros e Tamoil arrivano i tedeschi a sostenere il titolo in borsa?

Una nuova cordata, stavolta guidata da Vinicio Fioranelli e da Volker Flick, pare intenzionata ad acquistare le azioni dell'As Roma. La regia come al solito sarebbe della Unicredit, decisa a intascare il credito (si parla di oltre 300mln di euro) dalla morosa Italpetroli. Tutto vero? Forse. Eppure sembra di essere davanti ad un film già visto.
Ricorderete certamente che in passato si era parlato prima di un interessamento del magnate americano Soros, poi di quello della Tamoil. Entrambi sembravano a un passo dall'affare, invece il tutto si risolse con un nulla di fatto. L'unico effetto di un certo rilievo fu che il titolo della As Roma volò a Piazza Affari.
E stavolta invece, con la Roma fuori dalla Champions, dalla Coppa Italia e lontana dal quarto posto, la situazione è diversa? Macché.
Mentre la stampa racconta che la famiglia Sensi prova a tirare su il prezzo della società (pare che la richiesta ora sia di 420mln, 50mln più alta di quella di Soros), a schizzare in alto sono le azioni dell'As Roma. Che martedì hanno chiuso a +4,59%. Niente male. Le azioni Unicredit, invece, pare non risentano di questo tira e molla, nonostante dall'alienazione delle quote da parte della Italpetroli dovrebbe essere proprio la Unicredit a guadagnarci di più.
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domenica 15 marzo 2009
Il duro risveglio dei tifosi giallorossi dopo Roma-Arsenal

(pubblicato su Lungotevere.Net)
Roma, 12 mar 2009 - Al risveglio il ricordo appassito di qualcosa d'importante accaduto la sera prima. Poi l'illuminazione fatale, quasi incredula. La Roma fuori dalla Champions, sconfitta ai rigori dall'Arsenal di Wenger in un Olimpico traboccante. Una squadra gagliarda, quella giallorossa, che avrebbe meritato di più alla fine dei 210' di gioco e che, invece, è stata castigata dalla storia che si ripete, che la vuole sempre sconfitta dagli undici metri in casa contro un club inglese. Come accadde 25 anni fa nella finale di Coppa Campioni contro il Liverpool di Grobbelar "il matto", tanto irritante da far innervosire due Campioni del Mondo in carica come Conti e Graziani che spararono il loro rigore alto sopra la traversa. Come allora, oggi, c'è poco da rimproverare ai ragazzi scesi in campo ieri sera. Tutti ci hanno messo cuore, grinta e polmoni. E più o meno così la pensano a Trastevere.
Mario ha 45 anni e prima di passare al bar per il solito cappuccino e cornetto va in edicola a prendere il Corriere dello Sport. Una cosa che non faceva da tempo. La partita l'ha vista in casa assieme a tutta la famiglia e un paio d'amici del figlio. Dopo il match è rimasto inebetito per almeno un'ora a guardare lo schermo mentre calciatori e allenatori venivano intervistati. Li vedeva ma non riusciva ad ascoltare quel che dicevano, come se nelle orecchie qualcuno gli ci avesse messo dell'ovatta bagnata. "Poi sono andato a letto ma non riuscivo a dormire - dice - Stamattina mi sono svegliato un po' più tardi del solito e in tutta fretta mi sono preparato per non fare tardi al lavoro. Poi, tra una cosa e l'altra, mi è tornato in mente tutto, ma quasi non ci credevo. Per questo - aggiunge - sono venuto a comprare il giornale. Voglio vederlo scritto che la Roma è fuori". Carletto invece è disoccupato e stamattina ha avuto tutto il tempo di guardare i notiziari flash in tv. Dopo un po' però non ne poteva più ed è uscito per andare a fare due passi in centro. "Di passare al solito bar col rischio di ‘beccare' (incontrare, ndr) i ‘lazialotti' non c'avevo proprio voglia - dice - Così ho preso lo scooter e sono venuto in centro". Gianfranco ha 55 anni. Che la "Magica" potesse arrivare in finale (che quest'anno si gioca all'Olimpico di Roma), lui, ne era convinto. Quando in tv ha visto i Gunners correre e abbracciarsi e il Capitano piangere si è ricordato di Roma-Liverpool, che aveva seguito dal maxi schermo del Circo Massimo. "Non riuscii a trovare i biglietti per la finale - dice - e così andai al Circo Massimo dov'era in programma la festa per la vittoria della Coppa dei Campioni. Alla fine tutti piangevamo e io tornai a casa da solo a piedi. E all'epoca consideri che abitavo a Monte Mario. Una tristezza incredibile. Ieri - aggiunge - quasi mi mettevo a piangere. Speravo, dopo 25 anni, che avremmo avuto un'altra opportunità. Ancora una volta in una finale disputata a Roma, e magari contro il Liverpool".
Per Luca è stata un'ingiustizia totale: "Stavo allo stadio. Ho provato rabbia, non tristezza. Per cosa? Non è giusto che siamo usciti. Loro, l'Arsenal, in due partite non hanno mai segnato su azione. Solo rigori. E poi noi abbiamo giocato meglio. Meritavamo. Con Tonetto non me la piglio, certo che Vucinic però...". Un suo amico, Tiziano, era con lui allo stadio e ricorda solo di averne dette di tutti i colori a Julio Baptista quando ha svirgolato la palla servita al bacio da Totti a due passi dalla porta dell'Arsenal. "Poteva diventare il nostro Divo Giulio, invece è rimasto solo Julio".
Italo Mastrangeli
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giovedì 9 ottobre 2008
La Tamoil interessata alla Roma. Solo speculazione o c'è qualcosa di vero?

Speculazione o reale interesse? Questo il problema, dopo le recenti voci di una possibile cessione della Italpetroli (la holding dei Sensi, che controlla la Roma) alla Tamoil del finanziere egiziano Roger Tamraz (che, ricorderete, prima di calciopoli aveva firmato un contratto di sponsorizzazione con la Juventus per un importo complessivo in 10 anni di 354 milioni di dollari). Un dubbio più che lecito, soprattutto dopo l'esperienza Soros. Il magnate americano, il cui interessamento al club giallorosso produsse una forte speculazione sulle azioni AS Roma, che in pochi mesi triplicarono il proprio valore passando da poco più di 0,50 cent a 1,50 euro cadauna. Poi, con la fine della trattativa tra Soros, Rosella Sensi e la Unicredit (terminata con un nulla di fatto), il titolo è tornato grossomodo al suo valore iniziale (ora viene scambiato a 0,65 cent.).
Nei giorni scorsi, prima delle voci dell'interessamento di Tamraz, il titolo è però tornato a oscillare. E parecchio. Le difficoltà finanziarie della Unicredit, la banca a cui la Italpetroli è debitrice per oltre 360mln di euro e che è tra le più esposte nella crisi dei mutui, ha fatto perdere alle azioni giallorosse in una sola mattinata oltre l'8%. Poi, nel pomeriggio, la ripresa e la chiusura con una perdita contenuta dello 0,47%. E questo grazie alle voci di un possibile coinvolgimento nella società di Trigoria di un altro finanziere, il franco-tunisino Tarak Ben Ammar (il quale ha negato poco dopo ogni indiscrezione in merito).
Ieri invece, con Piazza Affari che in un sol colpo ha perso il 5,72%, l'AS Roma ha 'tenuto' (-1,82%), con il valore delle azioni fissato a 0,62 cent. Questo, come hanno scritto analisti di borsa, proprio grazie alle voci di stampa sul possibile acquisto della Roma da parte di Roger Tamraz.
Dunque, è certamente in atto una forte speculazione sul titolo AS Roma, eppure la "Gazzetta dello Sport" continua a sostenere che la Tamoil sia realmente interessata alla Italpetroli. "Alla metà della scorsa settimana- ha scritto Massimo Cecchini sulla "Gazzetta" di oggi-, il fondatore della Tamoil ha incontrato Rosella, Maria Cristina e Silvia Sensi per formulare i suoi progetti". "I sussurri all'interno della holding (la Italpetroli, ndr) raccontano come la trattativa viaggi spedita- ha proseguito Cecchini- e non è da escludere la possibilità che Tamraz acquisti la Italpetroli e rivenda poi il club a qualche partner (probabilmente Usa) più interessato al mondo dello sport".
Insomma, il futuro della Roma si dipana ancora una volta su strade che portano verso petrolieri e sceicchi (non fu l'offerta, vera o presunta, di uno sceicco a far saltare la trattativa con George Soros?). Miliardari, che qualche mese fa Romy Gai definiva "i futuri padroni del pianeta". Ma non della AS Roma.
(Foto: Arnold van Heyst)
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Bufale campane e romane

(Fonte: Goal.com)
No, forse il 31 agosto le cose non sono andate propriamente come i media hanno titolato all'indomani della turbolenta trasferta a Roma da parte dei tifosi del Napoli. E' la conclusione cui è giunta un'inchiesta condotta per Rainews24 da Enzo Cappucci e ripresa da Marco Travaglio sul suo blog, "Voglio Scendere".
"Il 31 agosto - ricostruisce Travaglio - prima giornata di campionato, tg e giornali annunciarono che un’orda di ultras napoletani in partenza per Roma avevano assaltato l’Intercity “Modigliani” Napoli-Torino devastandolo, malmenando i controllori e sequestrando decine di passeggeri terrorizzati. Unica fonte della presunta notizia: un comunicato di Trenitalia che parlava di “treno interamente vandalizzato, danni ingenti a 11 carrozze, azionato più volte il freno d’emergenza, prima stima dei danni circa 500 mila euro”. Meglio del Vangelo".
"Che ne è di quel po’ po’ di casino a un mese di distanza? - si chiede ora il giornalista - L’ha spiegato l’altra sera, in un’illuminante inchiesta dal titolo “La bufala campana”, l’inviato di Rainews24 Enzo Cappucci sulla scorta delle conclusioni del pm che segue il caso, Antonello Ardituro. Tanto rumore per nulla. Nessun arresto, nessuna devastazione. Solo alcuni episodi di danneggiamento. Nessuna bomba carta, al massimo qualche petardo e bengala. Delle lesioni ai controllori, per ora, nessuna traccia: Rainews ha chiesto invano i referti medici. Delle 11 carrozze “vandalizzate”, Trenitalia ne ha messe a disposizione degl’inquirenti solo 4: le altre continuano tranquillamente a viaggiare. E i “danni per 500 mila euro”? Nemmeno l’ombra. Digos e Carabinieri parlano di 80 tendine danneggiate, qualche sedile tagliato, due vetri rotti e un water divelto (ma che abbiano fatto tutto gli ultras è da provare, viste le condizioni in cui versano i treni anche senza ultras): roba da qualche migliaio di euro, non di più".
"E gli “assalti alle due stazioni?”. Altra bufala - spiega ancora Travaglio - normali immagini di ordinaria tifoseria domenicale. Rainews mostra le sequenze dei tifosi veronesi che lasciano Napoli un paio d’anni fa, insultando poliziotti e napoletani nella solita nuvola di fumogeni (allora, però, sui giornali non uscì nemmeno un trafiletto). Cappucci intervista alcuni testimoni oculari. Tommaso Delli Paoli, segretario generale del sindacato di polizia Silp-Cgil: “Gli ultras non sono angioletti, ma non è accaduto niente di quel che si è voluto raccontare. Normali tensioni tra gli ultras con biglietti e documenti, che volevano raggiungere lo stadio di Roma, e i responsabili di Trenitalia che han bloccato il treno prima in stazione e poi di nuovo in aperta campagna. Non credo che abbiano tirato il freno d’emergenza, avevano fretta di arrivare a Roma. Pare che il treno mostrato in tv non fosse quello vero”. Violenze sul personale, sugli agenti e sui passeggeri? Due giornalisti sportivi austriaci, anch’essi sul treno incriminato, non han visto “nessuna violenza o scontro. Devastazioni? No, il treno era troppo pieno perché qualcuno potesse muoversi. L’unica paura è stata quella di perderci la partita, visto che il treno non partiva”".
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16:10
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