giovedì 10 luglio 2008

Il contrario della violenza è il pensiero

"Il contrario della violenza non è la dolcezza, è il pensiero". Questa citazione di Etienne Baulien che ho raccolto non so dove su internet, m'è sembrata tanto bella quanto veritiera. E ricorda molto lo slogan dello spot tv che reclamizza l'evento sportivo di oggi allo stadio Flaminio, di cui è testimonial Andrea Pirlo. Slogan in cui il campione del mondo dice: "Un calcio alla violenza, metti la testa in rete". Insomma, solo usando la testa si può allontanare la violenza dagli stadi e tornare ai valori fondanti dello sport, inteso come momento di spettacolo certo, ma anche di aggregazione, integrazione, condivisione.

L'Inter paga 12mln alla Roma per Mancini

Amantino Mancini è un giocatore dell'Inter. Il forte attaccante brasiliano si è legato per i prossimi quattro anni al club di Moratti e percepirà un ingaggio netto di 3,5 mln di euro a stagione. Alla Roma vanno 12 mln di euro, denaro utile per acquistare un centravanti e/o un trequartista (nel caso partisse Giuly) come richiesto dal tecnico Spalletti. In totale i giallorossi, che hanno già speso circa 20 milioni di euro per assicurarsi le prestazioni di Vucinic, Riise e Loria, possono investire una cifra tra i 20 e i 25 mln di euro. In lizza: Iaquinta, Mutu e Di Natale. A meno di sorprese dell'ultima ora questi i tre nomi sui quali sembra orientata la dirigenza giallorossa.

Contro la violenza negli stadi, al via la prima edizione di “Un Pugno e un Calcio alla violenza”

oggi dalle ore 16 stadio Flaminio, Roma
(da lungotevere.net)

Il mondo dello sport si mobilita contro la violenza. Affinché cessi quel senso d’imperante insicurezza che allontana i più giovani e le famiglie dagli stadi. Questo il tema al centro della prima edizione di “Un Pugno e un Calcio alla Violenza” (www.daiuncalcioallaviolenza.it), evento sportivo con finalità benefiche in programma allo stadio Flaminio di Roma giovedì 10 luglio, in gemellaggio con il Golden Gala di Atletica. Una manifestazione organizzata e voluta dalla società ‘FairGama’ del Forum Nazionale dei Giovani e accolta con un certo entusiasmo dal segretario generale della Uil Luigi Angeletti. “La sicurezza negli stadi- ha detto Angeletti- non è solo un fatto di ordine pubblico ma anche sociale ed economico, perché offrire sicurezza costa un sacco di soldi. Per questo sosterremo iniziative come queste, atte a ridurre l’insicurezza negli stadi e a far amare lo sport come accadeva in passato, quando andare allo stadio era una festa popolare”. Alessandro Cochi, consigliere del Comune di Roma con delega allo sport, ha posto invece l’accento sullo sport come momento aggregativo fondamentale nella nostra società (e socialità). “Lo sport- ha spiegato il consigliere con delega allo sport- è il fattore aggregativo a livello sociale più importante, allontana il bullismo, la devianza e, attraverso i suoi valori, fa riscoprire la cultura. Ben vengano le differenze a cui lo sport dà spazio ma, lontano dai luoghi comuni. Il rispetto per gli altri è il bene più grande”. Inoltre, il consigliere comunale, lanciando qualche ‘frecciatina’ alla precedente giunta di centrosinistra, ha ricordato che lo sport è anche un mercato da valorizzare, che crea nuovi posti di lavoro, e non da svendere. “Lo sport non va svenduto- ha sostenuto Cochi-, come accaduto ad esempio per i campi sportivi all’Acqua Acetosa. Ma valorizzato, perché è un indotto che crea nuovi posti di lavoro. Nel quinquennio che ci aspetta ci sarà molto da fare, in primis lo snellimento delle procedure organizzative che spesso rallentano la promozione sportiva”. Andrea Pirlo è il testimonial d’eccellenza della manifestazione promossa dal Comune di Roma, la Croce Rossa, la Polizia di Stato Uil, sotto l’Alto patrocinio della Presidenza della Repubblica e il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e il cui ricavato sarà devoluto alle associazioni Peter Pan Onlus e alla comunità “Amore e Libertà”, di Don Matteo Galloni, per la costruzione di una scuola e un day hospital a Kinshasa (Congo).
Diversi i momenti salienti di questa giornata dedicata alla solidarietà e contro ogni forma di violenza. Si parte alle 16.0o con protagonisti i più piccoli atleti appartenenti a varie discipline sportive impegnati in un torneo di mini-calcio a 5 e in una singolare gara di striscioni, dove i giovani atleti potranno esprimere la loro idea di lotta contro la violenza riferita allo sport di appartenenza, realizzando striscioni che verranno posti all’interno dello stadio per l’intera durata dell’evento. Lo striscione migliore sarà poi votato via sms in tv e i vincitori avranno la possibilità di assistere dal vivo ad una partita di Roma, Lazio, Inter o Milan.
Il ricco programma prosegue con le esibizioni della Nazionale italiana femminile di pugilato e della boxe thailandese. Poi in serata sono previsti due incontri di calcio. Nel primo la squadra della Croce Rossa italiana affronterà quella della Polizia di Stato, mentre nell’altro match la Rappresentativa Fairgama si troverà di fronte alla Nazionale Campioni Sport. Verso le 23 spettacolo musicale di chiusura con l’esibizione del popolare Marco Carta, vincitore dell’ultima edizione di Amici.
I biglietti dell’evento hanno un costo di 10 euro a persona e daranno la possibilità di partecipare anche al Golden Gala di Atletica in programma l'11 luglio allo Stadio Olimpico. Per info contattate il numero verde 800.031.936

lunedì 7 luglio 2008

In Champions, la "Juve di S. Marino" gioca la carta Romario

Il Murata ritenta l'impresa in Champion's League con un Romario in più nel motore. Dopo l'eliminazione dello scorso anno nei preliminari ad opera dei finlandesi del Tampere, i campioni della Repubblica di S. Marino provano a staccare il pass per il secondo turno anche quest'anno (andata il 15 luglio, ritorno il 23). Stavolta l'ostacolo da superare si chiama Goteborg, squadra svedese di rango che il Murata potrebbe affrontare con un asso (che asso!) in più nella manica. Oltre ad Aldair, che già lo scorso anno vestì la maglia della "Juventus di S. Marino", infatti, il tecnico Massimo Agostini, pure lui vecchia conoscenza del calcio italiano, potrebbe avere a disposizione (l'affare sembra fatto al 70%) il fuoriclasse brasiliano Romario. Tramontata definitivamente invece l'ipotesi Micheal Schummacher, un "rinforzo" sul quale l'allenatore Agostini si era mostrato un po' scettico ( "da un punto di vista pubblicitario sarebbe un gran colpo: lui a pallone è bravino, ma non so se ci saranno i tempi tecnici per iscriverlo") . A proposito dell'ingaggio del brasiliano, il ds Denis Casadei ha spiegato all'Ansa: "Attualmente le probabilità di vedere Romario con la nostra maglia sono all'incirca del 70%, mentre per Schumi è molto più difficile. Romario ci sembra un ottimo rinforzo, senza dimenticare Aldair che per il secondo anno sarà con noi". Entro domani si dovrebbe conoscere l'esito della vicenda.

domenica 6 luglio 2008

Un calcio al pallone d'estate, evviva il Tour de France

L'estate è arrivata. Fa caldo come al solito e le prime amichevoli "footballiste" sono ancora lontane. In questo periodo il calcio non c'è, ma se ne parla come sempre, forse di più. I giornali sportivi e i loro siti fanno vendite e contatti da record per merito di quell'albero della cuccagna che è il calciomercato, fabbrica di sogni e specchietto per le allodole di ogni tifoso degno di questo nome (a cui anch'io non sono immune, purtroppo). Notizie che ultimamente ascolto distrattamente e che leggo con l'occhio annoiato. Forse la mia è una forma di assuefazione e per questo preferisco seguire altri sport (televisivamente parlando). In attesa delle Olimpiadi, per "altri sport" intendo il ciclismo, anzi il Tour de France, la più importante gara ciclistica del mondo, che da noi però rischia di passare inosservata. La prima tappa della Grande Boucle di ieri è stata vista da meno di un milione di persone e ha avuto uno share inferiore al 9%. Numeri da campionato di biliardo, con tutto il rispetto. Certo siamo ancora ai primi vagiti, le emozioni sono pochine, e chiunque conosca almeno un po' la corsa sa bene che le prime tappe hanno davvero poco da offrire. Oltre a questo, pesa la disaffezione di molti dopo gli scandali degli ultimi anni, di chi ancora non si è ripreso dopo Marco Pantani, prima amato e osannato, poi umiliato dai sospetti (di doping) che l'hanno accompagnato fino alla tragico epilogo.
Nonostante tutto, a me il Tour piace ancora. Anzi, ho imparato a conoscerlo e apprezzarlo proprio mentre gli scandali coinvolgevano tutto il movimento ciclistico. Un mondo che è stato il primo e forse l'unico che si sia parzialmente rinnovato, anche se a forza di inchieste giudiziarie e sequestri.
Non so se il ciclismo sia riuscito a venirne fuori, ma il Tour de France, diamine, è sempre il Tour de France. Mi piace vedere il territorio francese ripreso dall'alto, dall'occhio della telecamera piazzata sull'elicottero che ci fa ammirare un paese bello e ricco di storia, come è appunto la Francia; e le riprese dal basso, la moto che affianca le bici, i volti dei corridori, la fatica, il sudore. E' bello pure ascoltare la telecronaca di Auro Bulbarelli, i commenti tecnici di Davide Cassani e le loro interviste durante la corsa ad atleti ed esperti. Così, fino a quando la tappa non giunge alle fasi salienti: una salita (poche per il momento), una fuga, l'arrivo. Poi le interviste finali a vincitori e vinti, spesso meno banali nelle risposte rispetto ai protagonisti del pallone. E poi l'attesa del mattino dopo, quando apro il giornale e cerco con ansia il resoconto di Gianni Mura, cioè di uno che segue la Grande Boucle dal '67, che ha uno sguardo che va oltre la competizione e che comprende tutta la Francia. Anche il 'pezzo' di Marco Pastonesi della gazzetta non è certo da buttare: sempre puntuale e attento a tutto ciò che accade al Tour fin nei minimi dettagli. Ma non solo. Mi piace anche studiare la tappa successiva (www.letour.fr), seguire col dito le pendenze e le salite, immaginare chi staccherà il gruppo, quando e dove, e se riuscirà nell'impresa.
Bello il Tour, non me lo perderei per alcun motivo.
Non so quanti italiani gli scorsi anni abbiano seguito la Grande Boucle e non so se quest'anno l'audience sia migliorata o peggiorata. Però è certo che 900mila spettatori per la prima tappa sono davvero pochi per uno sport e un Tour de France che offre sempre qualcosa di buono. Quel certo non so che, che travalica anche la corsa stessa.

sabato 5 luglio 2008

Ranieri: "Scudetto non è tabù"


La Juventus e il sogno tricolore. Che non può essere un tabù, come ha detto ieri Claudio Ranieri, per un club come quello bianconero. Solo una sfida affascinante, possibilmente da realizzare. Nessun'altra società ha questa spregiudicatezza, che nel qual caso sarebbe considerata mancanza d'umiltà, peccato di superbia. Ma la Vecchia Signora, diciamocelo, è l'unica che può davvero permettersi che questa spavalderia non venga confusa con qualche cosa d'altro. In due stagioni è passata dalla B ai preliminari di Champions e ora è una squadra forte, motivata, giovane. E allora perché non pronunciare la fatidica parola, alla faccia di chi o per superstizione o per inadeguatezza non la enuncia mai. Magari scandendola, lettera per lettera: S-c-u-d-e-t-t-o.
Personalmente è questa la Juve che ammiro: spavalda, ma leale. Come ai tempi di Boniperti e non come negli anni bui della Triade, in cui i bianconeri avranno pure vinto, ma a che prezzo? E poi sono un ammiratore di Claudio Ranieri, uomo tutto d'un pezzo al quale rinnovo i miei migliori auguri. Queste le sue dichiarazioni ieri durante la presentazione della maglia per la nuova stagione.
"Gli obiettivi? I tifosi che mi fermavano mi chiedevano di vincere la Champions. Figuratevi se a me non piacerebbe. Io sono di Roma e la finale è a Roma. Ma facciamo le cose con calma, intanto pensiamo al preliminare. Sicuramente noi giocheremo con entusiasmo, passione, dedizione e voglia di stupire. Non ci poniamo limiti, vediamo dove possiamo arrivare e abbiamo tanta voglia di andare il più in là possibile. Lo scudetto? I tabù non esistono. Chi allena e chi gioca nella Juventus deve essere ambizioso e non deve aver paura di pronunciare quella parola. Ora il primo obiettivo, lo ripeto, è il preliminare che non sarà facile anche perché c'è il rischio di beccare squadre difficili, ma allo scudetto ci pensiamo eccome". Nonostante la voglia di vincere qualcosa d'importante, Claudio Ranieri sa bene che la strada è in salita, la rosa ha bisogno ancora di qualche ritocco, ma la base è buona, come lo stesso allenatore ha confermato: "Lo scorso anno abbiamo gettato le basi, abbiamo fatto un ottimo campionato. Ora cercheremo di migliorarlo. Sono contentissimo del mercato che ha fatto la società. I nuovi che sono arrivati dovranno portare qualità morali, tecniche e qualità. I giocatori nuovi mi auguro di averli il 17 luglio insieme agli azzurri. Chi arriverà? I nomi che seguiamo sono diversi e sceglieremo fra quelli che mi daranno l'opportunità di variare il mio sistema di gioco e di migliorare la squadra. Stankovic? Noi ascoltiamo anche la voce dei tifosi, che per noi sono importanti e una componente in più. Ma io sono convinto che bastano due o tre partite per dimenticare tutto. Stankovic è un giocatore universale che gioca in tutti i ruoli del centrocampo. Gioca bene ovunque, ha tiro, inserimento, colpo di testa, è un giocatore completo". E poi ci sono le avversarie, molto competitive. "Il prossimo anno mi aspetto un Milan all'altezza, una Fiorentina ancora più competitiva, insomma un bel campionato- ha concluso il tecnico- Sono contento anche per l'arrivo di Mourinho. Lui è un grande allenatore e molto preparato dal punto di vista tattico, sarà bello vederlo confrontarsi con il calcio italiano che da quel punti di vista è il più difficile di tutti, ci sarà da divertirsi".

(Foto: Megadeth87)

venerdì 4 luglio 2008

Quaresma quasi nerazzurro, un sogno lungo un anno

Sarei sinceramente contento se Ricardo Quaresma vestisse la maglia nerazzurra dell'Inter. La trattativa è ora nella fase calda, come del resto ha confermato ieri il presidente del Porto, Pinto Costa, il quale ufficialmente ha detto: "Non si è arrivati ad alcun accordo. Non voglio dire che è tutta fantasia ma siamo molto lontani dal poter dire che la chiusura è vicina". Entre amigos: Stiamo trattando ma la conclusione non è ancora vicina perché vogliamo più soldi.
Siccome i soldi a Moratti non mancano, non vedo reali ostacoli per una felice conclusione della trattativa. E si farà ne sono certo, vedrete.
Come dicevo, sarei contento per i nerazzurri, perché l'ala portoghese è un grande calciatore, ma lo sarei anche per me. Già, per me. Durante il calciomercato dell'estate scorsa, quando ero un umile stagista di un'agenzia di stampa, avevo scritto che Quaresma era un "obiettivo dichiarato" di Moratti. La 'notizia' venne ripresa dalla gazzetta, che ci sparò sopra un titolone a otto (o sei?) colonne. La cosa fece imbufalire Marco Branca, anzi, lo fece giustamente imbufalire in quanto non vera. Branca telefonò alla mia agenzia per chiedere delucidazioni, disse al caporedattore che non è che uno può mettere in bocca agli altri frasi che non ha mai pronunciato. Il portoghese non era un "obiettivo dichiarato", perché nessuno, all'Inter, aveva mai rilasciato interviste in merito. Io feci spallucce e diedi ragione a Branca, che del resto ce l'aveva. Confrontandomi con la mia fonte, un rispettabilissimo collega milanese, mi disse che c'eravamo fraintesi. Lui parlava entre amigos, io credevo fosse oficial. Lui fu poco chiaro, io poco sveglio. In quell'occasione Branca e la società si comportarono da gran signori: né querelarono, né chiesero la smentita (né a noi e né alla gazzetta), e il tutto finì col classico state più attenti in futuro. A un anno di stanza dal 'fattaccio', ringrazio ancora la società nerazzurra per la comprensione: in fondo ero un pivello e le ossa ancora me le dovevo fare tutte. Da allora ho imparato a verificare e controllare meticolosamente le informazioni in mio possesso, chiedendo spiegazioni 2,3,4 volte nel caso non mi fossi inteso col mio interlocutore.
Al di là delle mie beghe personali, posso comunque dire che in fondo la notizia era più fondata di quel che credevo. Quaresma, infatti, con ogni probabilità passerà all'Inter, peccato solo che lo stia facendo con un anno di ritardo. Ad maiora.