Tre anni di reclusione per Antonio Giraudo: è la sentenza pronunciata oggi dal giudice per le indagini preliminari, Eduardo De Gregorio, nell'ambito del procedimento nei confronti degli imputati di Calciopoli che hanno scelto il rito abbreviato. L'accusa aveva chiesto, per l'ex dirigente della Juventus, cinque anni. Il gup De Gregorio ha inoltre inflitto due anni di reclusione ciascuno all'ex presidente dell'Aia, Tullio Lanese e all'ex arbitro Paolo Dondarini mentre due anni e quattro mesi è la condanna per l'ex arbitro Tiziano Pieri.
Tutti gli altri imputati sono stati assolti. Il gup ha disposto per Giraudo e gli ex arbitri Tiziano Pieri e Paolo Dondarini come pena accessoria il divieto per tre anni di accedere nei luoghi dove si svolgono competizioni sportive o si accettano scommesse e l'interdizione dagli uffici direttivi di società sportive. Sette invece gli imputati assolti. Si tratta dell'arbitro Gianluca Rocchi, degli ex arbitri Stefano Cassarà, Marco Gabriele e Domenico Messina e degli ex assistenti Duccio Baglioni, Giuseppe Foschetti e Alessandro Griselli.
Il gup De Gregorio ha riconosciuto l'esistenza di una associazione per delinquere che avrebbe condizionato gli esiti dei campionati di calcio. Lo si evince dal dispositivo della sentenza emesso oggi con la quale sono stati condannati quattro imputati (Antonio Giraudo, Tiziano Pieri, Paolo Dondarini e Tullio Lanese) per il reato associativo finalizzato alla frode in competizioni sportive.
Entrando più nei dettagli della sentenza, Giraudo è stato ritenuto responsabile di associazione per delinquere (con l'esclusione tuttavia dell'aggravante di esserne uno dei promotori) e per tre singoli episodi di frode. Il primo si riferisce ai presunti illeciti che condussero alle ammonizioni e a un'espulsione durante Udinese-Brescia del 2004, sanzioni inflitte per favorire la squadra bianconera in relazione a Udinese-Juve 0-1 del 3 ottobre 2004. Giraudo è condannato anche per il sorteggio della terna arbitrale che sarebbe stato pilotato per favorire la Juve in occasione di Juve-Lazio del 5 dicembre 2004. Il terzo capo di imputazione per cui è stato condannato l'ex ad bianconero riguardal'individuazione delle griglie arbitrali e il successivo sorteggio, «atti finalizzati a determinare - si legge nel capo di imputazione - il risultato di Juventus-Udinese 2-1» del 13 febbraio 2005.
Le pene inflitte dal gup, in base agli sconti previsti dal rito abbreviato, sono ridotte di un terzo. Per Dondarini e Lanese è stata dichiarata la sospensione della pena. Entro 90 giorni il giudice De Gregorio depositerà la motivazioni della sentenza. Le argomentazioni che esporrà il magistrato potrebbero costituire una atout importante che i pm potrebbero utilizzare nell'altro processo di Calciopoli, quello con rito ordinario che vede imputato, tra gli altri, l'ex dg juventino Luciano Moggi.
Fonte: Spysport
giovedì 17 dicembre 2009
Calciopoli, Giraudo e Lanese condannati
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23:12
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giovedì 27 dicembre 2007
Calciopoli 2. Ancora rivelazioni sul clan Moggi e la Juve
"Scenari inquietanti sono quelli che vengono fuori dall’esame della nuova documentazione su Calciopoli. Di particolare interesse le carte fornite dall’ex dipendente della Juventus Maurizio Capobianco, protagonista di una serie di rivelazioni importantissime per i magistrati. Capobianco ha consegnato agli inquirenti una serie di carte che all'epoca gli erano state consegnate in busta sigillata per essere tenute nascoste fuori dalla sede della Juve durante un controllo tributario. Fra queste, ora in mano ai pm, una lettera personale riservata del '97 in cui l'allora presidente della Lega Calcio Luciano Nizzola (amicissimo del Moggi, ndr) trasmetteva all’amministratore delegato juventino Antonio Giraudo una missiva dell'Uefa su un controllo antidoping del 5 febbraio 1997 in occasione della Supercoppa Europea. Dopo la gara vinta 3-1 a Palermo con il Paris Saint Germain Moreno Torricelli sarebbe stato trovato positivo per cannabis. La vicenda fu coperta e la Juve multò il giocatore di 49 milioni di lire. Il favore, secondo la documentazione di Capobianco, avrebbe avuto un riscontro visto che a Nizzola, come ai famigliari di Pierluigi Pairetto, dell'allora presidente Covisoc, Gabriele Turchetti, e dell'arbitro Alfredo Trentalange, venne assicurato lo sconto del 50% sull'acquisto di una «vettura grande» Fiat. Per un altro parente di Pairetto anche un grosso scooter gratis."
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lunedì 17 dicembre 2007
Lo stato delle cose. Calciopoli Atto III
Intorno a Lucky Luciano (come è stato chiamato Luciano Moggi in un famoso libro edito dalla Kaos), tutto un mondo che invece d’essere cambiato (eticamente, legislativamente, culturalmente) pare sia sempre lo stesso. Con tutti che predicano bene(?) - “sono innocente”; “facevano tutti così”; “è il sistema” -, ma poi razzolano male. E la cronaca di questi mesi, di questi giorni, di queste ultime ore ne è l’esempio. Come la Juventus, che non appare al processo come parte civile, nonostante in questi mesi Lapo&famiglia c’abbiano raccontato che la “triade” è stata una maledizione per la società bianconera e non, come ragionevolmente si potrebbe pensare, una risorsa… (come se Umberto A. non sapesse chi si metteva in casa).
Guardando tutto questo, mi torna in mente un’intervista rilasciata dal pm di Napoli Giuseppe Narducci a Maurizio Galdi e apparsa su La Gazzetta dello Sport del 17 novembre 2007. “Il calcio è desolante- ha detto il magistrato-. Visto dall’interno ci si trova davanti ad interessi di ogni tipo che nulla hanno a che fare coi principi dello sport. La realtà è peggiore di quello che si possa immaginare. Nel mondo del calcio è cambiato poco o nulla. Resta il valore di questa inchiesta, ma indagini penali e processi non possono cambiare la situazione. Un discorso che vale anche per la violenza negli stadi. È un problema che riguarda tutti i momenti della vita italiana, non solo lo sport. Per cambiare ci vuole altro che un’indagine. Lo Stato dovrebbe intervenire direttamente e decidere, non può disinteressarsi. Dall’ordine pubblico, ai diritti tv, alla giustizia sportiva. Lo sport non può farcela da solo”.
Insomma c’è tanta carne al fuoco che val la pena di seguire e approfondire questa “nuova” Calciopoli. Alla faccia di chi sostiene che di Calciopoli “non frega più a nessuno", ho intenzione di seguire il “caso” con passione e senso critico e, per quanto mi è possibile, approfondirlo con tutto il materiale che ho a disposizione (ritagli di giornali, materiale d’agenzia, quella grossa banca dati pubblica che è internet, ecc.). Saranno benvenute tutte le informazioni (le dritte) che i lettori vorranno concedermi: basta cliccare sulla mia e-mail e comunicarmele.
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17:55
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