Strani, siamo strani: se non pendoliamo fuori dalla finestra rischiando di precipitare non siamo contenti e non ci tiriamo su. Forse per il Paese sarà lo stesso…
(commento di O. Beha dopo la vittoria degli azzurri contro la Francia)
mercoledì 18 giugno 2008
Lo sferico Risorgimento
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sabato 14 giugno 2008
Deputato gallese: "Non tifo Italia perché terrona"
(ANSA) - LONDRA, 14 GIU - Un deputato conservatore del parlamento gallese si e' dimesso da due cariche politiche dopo aver offeso gli italiani. Durante una trasmissione radio, il conduttore gli ha chiesto per chi tifasse agli Europei, ed Alun Cairns ha bocciato 'the italians' come dei 'greasy wops': untuosi e terroni. Messo sotto accusa dai laburisti come 'xenofobo e sciovinista', ha chiesto ufficialmente scusa dimettendosi da ministro-ombra dell'Istruzione e presidente della Commissione finanze.
Dunque è proprio vero che la madre dei cretini è sempre incinta.
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mercoledì 11 giugno 2008
Bamboccioni, sì, ma per caso
Perdere, soprattutto contro una grande squadra come l'Olanda, ci può stare. Ma ci sta anche che la Nazionale, dopo una sconfitta tanto pesante, venga criticata dalla stampa. E' il gioco delle parti, e non se l'abbiano a male i vari Grosso e Toni se La Repubblica ha parlato di loro come dei bamboccioni. Personalmente ho trovato l'articolo non solo ben scritto, che non frega a nessuno, ma soprattutto molto interessante. Non mi è sembrato che il giornalista volesse offendere qualcuno in particolare, ma evidenziare alcuni aspetti della cultura che il calcio veicola. Una cultura legata al corpo più che allo spirito, all'apparire più che all'essere, di cui i calciatori, veri divi dell'oggi, sono gli "idealtipi", cioè il modello per antonomasia che veicola tale cultura nella società e che come un virus s'insedia nelle coscienze e nelle abitudini di consumo. Ovviamente, si può essere d'accordo o meno, ma tra una serata al billionaire e una copertina su qualche giornale gossipparo assieme a qualche velina, la realtà descritta dall'esimio giornalista di Repubblica non pare così distante dal vero. La partita con l'Olanda è stata solo uno spunto, credo, per evidenziare qualcosa che esiste a prescindere dalla vittoria o dalla sconfitta. La sconfitta aiuta solo a capire meglio, a evidenziare fatti che ci stanno sotto gli occhi, ma che le vittorie e la retorica da caserma che ne segue opacizza. Bambinoni cresciuti troppo, che si sentono come déi, ma che poi, di fronte alle difficoltà, dicono "scusate, la prossima volta c'impegneremo di più", come farebbe uno scolaro dopo una brutta pagella. Ad ogni modo, non se la prendano a male gli azzurri: per loro queste critiche possono rappresentare un momento di crescita. E poi diciamola tutta: per i calciatori della Nazionale, a prescindere da come finirà l'Europeo, le cose non potranno andare mai troppo male: c'è sempre un ingaggio miliardario e una pupa mozzafiato ad attenderli al ritorno.
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mercoledì 21 maggio 2008
Del doman non v'è certezza... ma Donadoni resta Donadoni
Donadoni e il suo stile. Inconfondibile come calciatore: era un'ala, come nella migliore tradizione italiana (da Causio a Conti), col pallone sempre incollato al piede e dal dribbling facile. In qualità d'allenatore, invece, lo si conosceva un po' meno, si sapeva solo che aveva fatto un buon lavoro a Livorno e che era stato ingiustamente esonerato da Spinelli. Poi, a sorpresa, veniva nominato ct della Nazionale: un compito che secondo molti era "troppo" per uno come lui, che d'esperienza ne aveva ben poca per gestire il dopo Lippi e la squadra campione del mondo. Durante i circa due anni di partite utili per ottenere il pass a Euro 2008, con una qualificazione guadagnata solo all'ultima giornata di un un girone difficilissimo, con in mezzo l'agguerrita Francia, battuta nella finale di Berlino, e una sorprendente Scozia, Donadoni veniva accusato di scarso polso nel trattare i giocatori e qualcuno gli rimproverava di non essere riuscito a trattenere campioni del calibro di Totti e Nesta (che il ct, successivamente, avrebbe definito "ragazzi un po' viziati").
Il ct, allora come adesso, non aveva fatto una piega e aveva incassato alla sua maniera: poche e sporadiche parole, ma molti fatti. Poi però, quei suoi modi, così poco italiani, hanno conquistato pian piano le simpatie di molti, parallelamente ai successi della sua Italia. Si dirà, che accade sempre così quando si vince. E' vero. Ma non possiamo fare a meno di evidenziare lo 'stile' Donadoni: uno che, proprio come quando giocava, dribbla ogni polemica, se la fa scivolare addosso, mantenendo un profilo basso, tipico di chi in realtà vola alto. Come nell'ultima conferenza stampa: ha giustamente convocato Cassano, ma è riuscito a non accentrare l'attenzione sul barese e sulle cassanate; non ha chiamato Inzaghi parlando di scelta tecnica senza stare a ricordare la grandezza dell'escluso (la retorica non è il suo mestiere); ha parlato del suo contratto che non vincola nessuno come la cosa più normale al mondo. Che poi solo i numeri contino nel calcio, Donadoni questo lo sa meglio di tutti. Non si capisce però perché qualcuno lo vorrebbe, o lo avrebbe voluto, diverso da com'è. Sarà che 'del doman non v'è certezza', ma non cambiare per diventare ciò che i media vogliono tu sia, beh, questa è già una vittoria. Più grande di quel che comunemente si pensa.
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giovedì 13 dicembre 2007
Il Dr Hair e la terapia del Santo Catenaccio
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domenica 18 novembre 2007
Italia va a Euro 2008
Con un colpo di testa di Panucci al 90' l'Italia stende la Scozia e stacca il biglietto per Euro 2008. Sotto una pioggia battente e un Hampden Park di Glasgow gremito, che spettacolo!, i Campioni del mondo hanno finalmente violato il tabù che ci voleva mai vittoriosi in terra scozzese. Una bella partita, dura ma corretta, contro un avversario che avremmo voluto vedere con noi in Austria al posto della Francia. Ora non resta che battere le Far Oer e arrivare primi nel girone... e solo per il piacere di vedere i nostri presuntuosi vicini di casa ancora una volta sotto.
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