Visualizzazione post con etichetta Inghilterra. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Inghilterra. Mostra tutti i post

lunedì 4 maggio 2009

Macheda dreaming


Sono tutti ancora giovanissimi, strappati in fasce ai club italiani per finire in terra d'Albione. Pagati a peso d'oro, come fossero giocatori già affermati, per crescere in squadre dai nomi prestigiosi e altisonanti della Premier League. Coltivando la speranza di diventare al più presto i nuovi Salvatore Macheda.

Le stelline brillano all'estero
(da L'espresso)

I prossimi Macheda potrebbero chiamarsi Trotta e Petrucci. L'attaccante Marcello Trotta, 16 anni da Napoli, già Nazionale under 16, però è fermo da settembre: il Napoli, dov'è cresciuto, ha opposto resistenza al suo trasferimento al Manchester City (che lo aveva prestato al Fulham) e ha presentato un esposto alla Federcalcio contro il quadriennale firmato dal ragazzo con gli inglesi, malgrado il vincolo col Napoli. Trotta è stato squalificato per due mesi nello scorso marzo. Il Napoli ha denunciato il Manchester City anche alla Fifa. Ma non è che i nostri club non si 'scippino' i giocatori a vicenda anche all'interno dei nostri confini, lusingando i genitori dei migliori talenti coi soldi e con la promessa di un lavoro. Come ha ottenuto a Manchester il padre di Davide Petrucci, 14 gol l'anno scorso negli Allievi della Roma. Papà fa il giardiniere e il ragazzo guadagna dallo United 120 mila euro netti all'anno (più appartamento). La Roma gliene offriva meno di 20 mila.
David Williams è il talent scout dello United che batte l'Italia mentre Frank Arnesen è quello del Chelsea che, dopo Percassi e Della Bona in passato, ora ha importato l'attaccante Fabio Borini, 18 anni, dal Bologna e l'esterno Jacopo Sala dall'Atalanta. Nell'Arsenal il terzo portiere è il 17enne Vito Mannone, dall'Atalanta. Nel Queen Park Rangers di Briatore ci sono Christian Nanetti, Matteo Alberti e Samuel Di Carmine. Nel Celtic Glasgow il centrocampista Luca Santonocito, strappato all'Inter e nello Slavia Praga il 20enne Gianluca Litteri, ex Inter. Mirko Ranieri, portiere 16enne delle giovanili del Tottenham, è stato regolarmente venduto dal Perugia: nessuno scippo.

martedì 17 giugno 2008

Caso Ronaldo. Scontro tra Glazer e Sir Alex Ferguson

Scontro a Manchester tra il proprietario dello United, l'americano Glazer, e il manager della squadra Sir Alex Ferguson. Come certamente ricorderete, da oltre un mese Sir Alex Ferguson accusa il Real Madrid di comportamento scorretto per aver intavolato una trattativa sotterranea per il passaggio di Cristiano Ronaldo in camiceta blanca. Una protesta che aveva portato i Red Devils a presentare un reclamo formale alla Fifa, che Sepp Blatter però aveva immediatamente rispedito al mittente, in quanto, a detta del presidente della Fifa, "non vi sono motivi per censurare o punire il club spagnolo". Un comportamento, quello della Fifa, che ai più era sembrato poco chiaro. Ma ora la verità sembra stia pian piano venendo a galla. Grazie a una fonte anonima, il Daily Mirror c'informa che il Real Madrid starebbe trattando il passaggio di Ronaldo direttamente con il proprietario dello United, l'americano Glazer; al quale non dispiacerebbe affatto di cedere per una vagonata di euro l'asso portoghese (si parla di 65 milioni di euro più Robinho, valutato 40), incamerando denari utili a rimpinguare le casse del club (si stima che il Manchester United abbia un miliardo di euro di debiti; "boni st'ammericani", direbbe Alberto Sordi). A quel punto sarebbe scattata l'ira di Sir Alex Ferguson che, scavalcato dai proprietari del club (in Inghilterra è il manager che si occupa di calciomercato), avrebbe fatto sapere che nel caso la trattativa andasse a buon fine senza la sua preventiva autorizzazione, lui saluterebbe la comitiva e lascerebbe lo United dopo circa un quarto di secolo. Ma se le cose stanno così come sostiene il Daily Mirror, perché Ferguson avrebbe accusato pubblicamente il Real Madrid di comportamento scorretto, quando in realtà le beghe riguardano il conflitto interno tra lui e Glazer? Un mistero degno dell'Opus Dei.

Poscritto sull'Opus Dei. Sarà che leggo troppo, ma a qualcuno è mai venuto in mente che l'Irlanda, paese cattolico che ha bocciato per una manciata di voti il Trattato UE, cioè quel Trattato tanto osteggiato dal Papa (grande sostenitore dell'Opus Dei) perché non abbastanza ispirato ai valori cattolici, è allenata da un membro eccellentissimo dell'Opera come Giovanni Trapattoni? Amen.

lunedì 7 aprile 2008

Il Ronaldo classificato

Come noto, nel mondo anglosassone "classificare"non è solo un metodo della spiegazione scientifica. E' una vera e propria mania, cui ogni suddito della Regina pare non possa fare a meno. Magazine e tabloid fanno a gara per trovare sempre nuovi oggetti da classificare. Talvolta, per soddifare questo pubblico famelico di tassonomie, accanto a graduatorie che potremmo definire "istituzionali", del tipo 'chi è il più ricco del mondo?', g'inventori dei Guinness non disdegnano di classificare persone secondo variabili di costume che, sempre più spesso, coinvolgono le star del football mondiale. Così l'estate scorsa abbiamo appreso che Materazzi è uno dei calciatori più cattivi della storia (Times), che Sheva è stato uno dei peggiori brocchi della League (ancora il Times), eccetera eccetera. Da oggi, grazie al Sun, sappiamo pure che Ronaldo è il giocatore più grasso della storia del pallone. "La stella brasilana- ha scritto il Sun- guida questa classifica perché ha raggiunto il suo successo in un corpo da grassone. (...) All'attaccante del Milan nemmeno l'infortunio al ginocchio gli ha fatto passare l'amore per il cibo". Beh, che dire: dopo la Magna Carta, Ronaldo magna tutto. Ora siamo in attesa della classifica de più beoni. O l'hanno già fatta?

mercoledì 9 gennaio 2008

Queens Park Rangers secondo Geoff Andrews (da "Il Manifesto")



Con l'articolo "Il club più ricco del mondo", Il Manifesto di ieri s'è occupato della storia del Queens Park Rangers, società londinese finita nelle mani di Flavio Briatore e dei suoi amici miliardari. "Un affare all'italiana", a firma del tifoso-scrittore del Qpr Geoff Andrews, autore del libro Un paese anormale, l'Italia di oggi raccontata da un cronista inglese (Effepi Libri 2006), nonché manager dei Philosophy Football Fc. Un bellissimo pezzo che ho 'rubato' al quotidiano comunista e che ho postato integralmente qui di seguito per i miei lettori.


Il club più ricco del mondo
di G. Andrews

Sono tempi straordinari per il Queens Park Rangers, la squadra londinese a lungo parente povera del Chelsea e momentaneamente relegata nei bassifondi della serie B inglese. In ottobre il club, indebitato fino al collo, è stato comprato da Flavio Briatore e Bernie Ecclestone, padre-padrone della Formula1. Subito prima di natale poi Lakshmi Mittal, il quinto uomo più ricco del mondo con un patrimonio di 30 miliardi di euro, ha acquistato delle quote (20%) trasformando di fatto il Qpr nel club calcistico più ricco del mondo.Ovviamente la maggioranza dei tifosi sono in estasi. Non gli importa che Briatore, quando gli è stato detto che il Qpr era in vendita, abbia pensato che gli stavano offrendo un ristorante (lo ha ammesso lui stesso al Dayly Mirror) o che la conoscenza calcistica di Ecclestone sia pari a quella di un italiano medio rispetto al cricket. Per una squadra che è stata a lungo nella top division inglese, questa era l'occasione giusta per tornare all'antica gloria degli anni settanta quando avevamo alcuni dei giocatori più talentuosi dell'epoca, Stan Bowles, Rodney Marsh e Gerry Francis, che fu anche capitano della nazioanle inglese, e arrivammo a un passo dalla conquista del campionato (stagione '75/'76), bruciati dal Liverpool sul filo di lana. La sfida di Coppa d'Inghilterra contro il Chelsea di Abramovich, andata in scena sabato a Stamford Bridge, ci ha offerto la possibilità di mostrare la nostra nuova ricchezza agli storici rivali del west end in un match subito ribattezzato lo scontro dei miliardari.Tuttavia non tutto è filato liscio in questo passaggio dagli stracci al caviale. Negli ultimi due anni il Qpr si è trovato sull'orlo della bancarotta. Siamo stati salvati da un ex procuratore napoletano, Gianni Paladini (che ora è considerato un santo dai credenti di Loftus Road) insieme al suo compatriota Antonio Caliendo, l'ex agente di Roberto Baggio che ha avuto diversi guai con la giustizia italiana. Il regno di Paladini, che è rimasto presidente del club anche dopo l'arrivo di Briatore e compagni, ha avuto i suoi problemi. Nell'agosto del 2005 è stato minacciato con una pistola affinchè firmasse la lettera di dimissioni dopo una lite furibonda con l'allora direttore David Morris, poi prosciolto in tribunale. Nel febbraio scorso, i giocatori del Qpr si resero protagonisti di una mega rissa contro la nazionale olimpica cinese con un giocatore ospite finito in ospedale con la mandibola rotta e l'allenatore in seconda del Qpr sospeso. Ad agosto poi la tragedia di Ray Jones, promettente attaccante delle giovanili ucciso in un incidente d'auto, due anni dopo l'accoltellamento di un altro giovane calciatore del club. La storia recente del Qpr riflette bene alcune delle più ampie contraddizioni del calcio moderno. Quale prezzo siamo disposti a pagare per vedere la nostra squadra tornare in alto? Per i tifosi del Qpr, che ha sempre avuto la reputazione di un piccolo club dal gioco divertente, legato ai movimenti culturali degli anni '70 quando rock star come Robert Smith, Mick Jones e Glen Matlock si mescolavano con tifosi e giocatori, si pongono oggi diversi dilemmi. L'ostilità nei confronti dei rivali del Chelsea è cresciuta enormemente dopo l'arrivo di Roman Abramovich ma oggi neanche la sua ricchezza è in grado di pareggiare quella dei nuovi proprietari del Qpr. Sabato i nostri tifosi hanno sbeffeggiato quelli dei blues sventolando banconote da 20 sterline. Gira anche voce che il tradizionale Bovril (l'estratto di carne di bue divorato dai tifosi nell'intervallo delle partite) verrà sostituito con un cibo più adatto alla nuova éra, fatto preparare personalmente da Cipriani, il ristorante che Briatore possiede a Mayfair.Briatore e il suo entourage, che include Naomi Campbell e Elisabetta Gregoraci, si vedono spesso sorridenti ai campi d'allenamento di Shepherds Bush e nuovi cambiamenti societari sono attesi a breve. Mentre il Qpr si lancia sul mercato col portafogli mai così pieno (ma senza l'ex collaboratore di Moggi, Franco Ceravolo, assunto da Paladini dopo Calciopoli ma tornato in Italia per ragioni familiari), i tifosi cominciano ad avere qualche dubbio. «Confesso che sono un po' terrorizzato - ha scritto Kropotkin 37 su un forum di appassionati - faccio fatica a credere che nessun altro la pensi come me. Abbiamo pianto per aver perso delle finali di coppa, ci siamo strappati i capelli ogni volta che siamo retrocessi. Ma siamo sempre stati orgogliosi del nostro piccolo club. Cosa succederà ora? Tra qualche anno, quando dirò che sono un tifoso del Qpr la gente mi guarderà in maniera diversa da come ha sempre fatto».Forse l'unica cosa di cui i tifosi del Qpr possono esser contenti è il nuovo allenatore, Luigi De Canio. Anche qui ci sono implicazioni per il nuovo regime inglese. Lui e Fabio Capello condividono lo stesso interprete, Ruben Reggiani, un 22enne anglo-italiano che spera di remare per la nazionale inglese alle Olimpiadi di Pechino. Quando De Canio è stato assunto c'erano parecchi dubbi sul suo conto. Si diceva fosse un protetto di Moggi. Non parlava inglese e praticava un calcio noioso: «stiamo facendo catcha natcha?», chiedevano i tifosi ossessionati dal mito italiano del Catenaccio. Tutt'ora è difficile capire gioco e formazioni di Mister De Canio e lo stesso potrebbe succedere con Capello non appena metterà mano al centrocampo dell'Inghilterra. Tuttavia, l'umile allenatore di Matera è riuscito a invertire la rotta con argute scelte tattiche prima che Briatore e soci cominciassero a comprare nuovi giocatori. Abbiamo messo il Chelsea in seria difficoltà e alla fine siamo usciti sconfitti da Stamford Bridge 1-0 con i tifosi che cantavano «Gigi De Canio, Bernie e Flavio» sulle note della Donna è mobile. Una cosa impensabile fino a qualche mese fa. De Canio ha riconquistato i tifosi e insieme a Capello potrebbe offrire alcuni positivi cambiamenti al calcio inglese. Sempre che Briatore non si stufi nel frattempo.

venerdì 28 dicembre 2007

'Capello Learn English'

Come potrà Capello imparare l'inglese in poco tempo? Quali saranno le migliori soluzioni che dovrà adottare Don Fabio per apprendere velocemente la lingua più diffusa al mondo? Come farà ad affrontare con le poche parole che conosce una conferenza stampa e/o uno studio televisivo?
Se cercate una risposta basterà cliccare su www.capellolearnenglish.com, il sito creato da un gruppo di tifosi dei Leoni d'Inghilterra che, in perfetto humor britannico, offre soluzioni, news e approfondimenti sull'improbabile confronto tra il nuovo ct della Nazionale d'Oltremanica e la lingua inglese. Una sfida che nel Regno Unito appassiona un po' tutti i sudditi della Corona: come miss Rosetta Stone, di professione insegnante, che pare abbia spedito al "Dr Hair" un software contenente un corso interattivo d'inglese per bambini! Nella home, in alto a destra, poi, troverete anche un cronometro che segna il tempo che divide Fabio Capello dalla data ultima, da lui stesso designata, per imparare il 'complicato idioma'. Insomma, un sito da non perdere assolutamente. Hurry, Capello, hurry!

giovedì 13 dicembre 2007

Il Dr Hair e la terapia del Santo Catenaccio

Fabio Capello è il nuovo ct dell'Inghilterra, per l'astronomica cifra di 4mln di sterline (circa 6mln di euro). Nel nostro Paese qualcuno ha scritto che d'ora in poi sarà opportuno chiamarlo non più Don Fabio, ma "Sir Hair". In Inghilterra, invece, dove lo stereotipo dell'italiano mafioso è sempre di moda, il Mirror l'ha etichettato "The Godfather", cioé il Padrino. Ma il tecnico di Pieris non ci sta. Lui vorrebbe essere come Freud, insomma un dottore in psicologia. "La Nazionale inglese ha un blocco mentale, qui serve uno psicologo - ha fatto notare Capello al Sun - più che uno stratega". A sostegno anche l'Arrigo Sacchi. "Un grande onore per Fabio e per il calcio italiano - ha detto l'ex ct azzurro a Radio Radio - perché gli inglesi non sono mai stati teneri con noi"... come a dire che Capello, stavolta, ha davvero rotto un tabù... Intanto, in un sondaggio (ancora in corso) promosso dal prestigioso Times e dal titolo "Is Fabio Capello the right man for England?", l'80% degli internauti sostiene che Dr Hair è l'uomo giusto. Ma per che cosa? Nei commenti la risposta: "Per vincere naturalmente, anche a costo del bel gioco". Ovvero, come risollevare le sorti infauste degli inventori del football grazie al totem tutt'italiano del Santo Catenaccio... che sia questa la soluzione terapeutica del Dr Hair?