di Laleggendadelcalcio (per QuattroTreTre)
Pochi tifosi e qualche insulto. Se la sono cavata con poco gli azzurri sbarcati questa mattina alle 7.50 a Fiumicino, dal volo 777 Alitalia proveniente da Johannesburg. Non più di una ventina di tifosi e un centinaio di giornalisti hanno atteso l’uscita di buona parte della delegazione azzurra (l’altra è atterrata un’ora dopo a Malpensa). Massiccio lo spiegamento di forze dell’ordine. Il ct Marcello Lippi si è defilato un quarto d’ora prima degli altri del gruppo ed è immediatamente salito su di un’auto, ben presto raggiunta e accerchiata da un gruppetto di tifosi. Il loro coro è stato unanime: “Vergogna, buffone, ci hai umiliato”. Trattamento più o meno simile quello riservato al presidente federale Abete, uscito verso le 8 e 35 assieme ai calciatori Cannavaro, Quagliarella, Pepe, Pazzini, De Rossi, De Santis, Bonucci, Montolivo e Gilardino, Di Natale. Tra i più bersagliati dai tifosi, capitan Cannavaro e Gilardino. Solo Quagliarella e De Rossi hanno ricevuto qualche incitamento e pacche sulle spalle. Fuori dall’aeroporto, Gilardino, Pepe, Montolivo e Bonucci sono stati gli unici a rilasciare qualche commento. “Sono grato e riconoscente a Lippi per quello che ha fatto per me- ha detto l’attaccante viola- Peccato essere usciti prematuramente, questa è stata la cosa più dolorosa. Il mio futuro in Nazionale? Prandelli mi conosce benissimo- ha concluso Gila- con lui ho trascorso stagioni entusiasmanti”. Decisamente più funerea è stata la dichiarazione di Simone Pepe. Al neo juventino non è davvero piaciuta la vignetta di Forattini in prima pagina su “Il Giornale” di ieri (c’erano disegnate 11 bare azzurre). “Le bare sono davvero troppo, una cosa vergognosa- ha detto Pepe- Se noi siamo morti, chi ha deciso di pubblicare una cosa del genere è un becchino. E se tanto mi dà tanto, mi verrebbe da dire che spero gliela facciano presto a lui, una bara: ovviamente non azzurra ma di colore marrone”. Riccardo Montolivo, invece, è tornato a parlare delle difficoltà incontrate dall’Italia al Mondiale: “Eravamo come ipnotizzati di fronte ai nostri avversari, bloccati, una cosa davvero incredibile”. Tra i più sereni, Leonardo Bonucci, al quale non si può davvero imputare nulla. “Ci aspettavamo contestazioni all’arrivo ed è anche giusto che i tifosi sfoghino la delusione: è andata male ma noi ci abbiamo messo sempre il massimo in tutto”. Poi, sulla scelta di Lippi di preferirgli Cannavaro e Chiellini, ha detto: “Il mister ha fatto le sue scelte: su questo non ho nulla da commentare. In futuro per me- ha aggiunto- penso ci possano essere in nazionale chance in piu; inoltre penso questo sia stato solo un punto di partenza e non di arrivo”.
Il video dell'arrivo all'aeroporto di Fiumicino degli azzurri, girato da Laleggendadelcalcio per QuattroTreTre
sabato 26 giugno 2010
Italia. Pochi tifosi all’arrivo a Fiumicino: “Vergogna”
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13:37
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martedì 11 maggio 2010
Una nazionale senza fantasia
Galeotto fu il libro e chi lo scrisse: quel giorno più non vi leggemmo avante.(Inferno, canto V)

Se supererà le pre-convocazioni qualche lampo di classe ai Mondiali ce lo potrebbe regalare Giuseppe Rossi. Forse Camoranesi o Pirlo. Ma non aspettatevi di più. Se volete vedere la magia, il colpo che salta fuori dal cilindro, dovrete girare a largo da 'Casa Azzurri' e andare dalle parti di Argentina, Francia e Brasile. Lì la Fantasia è di casa e qualora mancasse, apriti cielo, scoppierebbe un quarantotto! No problem, invece, per Mr Lippi. Il cittì Campione del Mondo ha varato una Nazionale caterpillar. Niente fronzoli, solo muscoli e sostanza. Di Cassano, l'enfant prodige dell'italica pelota, che ai più è sembrato fosse finalmente pronto per il Sudafrica (vista la scarsità di talenti nell'ex "campionato più bello del mondo"), di Cassano Mr Lippi pare non ricordi più nemmeno il nome. Al New Deal lippiano non ha partecipato neanche Totti. Nonostante avesse detto addio alla maglia azzurra dopo il Mondiale di Germania, il Pupone è rimasto in bilico fino all'ultimo. Bocciato pure lui si godrà i mondiali dal divanetto di casa, assieme alla bella 'Illary' e numerosa prole. Balotelli, invece, di andare in Sudafrica non è che ci sperasse troppo. Le qualità certo non gli sarebbero mancate. Forse è la testa che gli manca, forse l'esperienza. Esperienza che di certo non manca a Cannavaro, il Pallone d'oro meno meritato dopo Belanov. Lui sì che piace al cittì. Anche se lo beccano a farsi flebo a gogò, anche se ha la casa abusiva ancora da condonare, anche se gioca male e anche se di anni ne ha... Ma perché è stato convocato?, si chiede (giustamente) il 'tifoso di Voghera'. Forse sta lì perché indossa una maglia bianconera? Sospetto legittimo visto che gli juventini sono un terzo della combriccola. Niente male per una squadretta di mezza classifica. Della Roma, invece, quella della grande rimonta, piena zeppa di italiani eccetera eccetera, il solo De Rossi ha trovato un posticino. Una nazionale dunque, costruita senza tenere conto della fantasia, e al di là del merito e dell'età. Al loro posto, tante maglie galeotte. Una previsione. Se nel 2006 gli azzurri c'avevano annoiato ma avevano vinto, questa volta ci annoieranno ancora ma non vinceranno un bel niente. A voi i convocati:
Portieri: Buffon (Juventus), De Sanctis (Napoli), Marchetti (Cagliari), Sirigu (Palermo);
Difensori: Bocchetti (Genoa), Bonucci (Bari), Cannavaro (Juventus), Cassani (Palermo), Chiellini (Juventus), Criscito (Genoa), Grosso (Juventus), Maggio (Napoli), Zambrotta (Milan);
Centrocampisti: Camoranesi (Juventus), Candreva (Juventus), Cossu (Cagliari), Gattuso (Milan), Marchisio (Juventus), Montolivo (Fiorentina), Palombo (Sampdoria), Pepe (Udinese), Pirlo (Milan), De Rossi (Roma);
Attaccanti: Borriello (Milan), Di Natale (Udinese), Gilardino (Fiorentina), Iaquinta (Juventus), Pazzini (Sampdoria), Quagliarella (Napoli), Giuseppe Rossi (Villarreal).
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19:51
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sabato 18 ottobre 2008
Lippi futuro parlamentare nelle file di FI? Chissà
Nuove dichiarazioni del ct Marcello Lippi. Mentre le prime firme dei quotidiani nazionali si accapigliano per cercare di capire se assomigli di più a Pozzo oppure a Bearzot, il Marcello nazionale è stato invitato da Moni Ovadia (perché Moni, perché?) a leggere alcuni passi della Shoah per un dvd destinato alle scuole. Diffusasi la notizia, a Marcello Lippi qualcuno deve aver chiesto conto della cosa. Immediata la replica. "C'é un equivoco che voglio chiarire - ha detto il ct azzurro-. Sono stato contattato dal regista (Ovadia, ndr) che mi ha chiesto di dire qualcosa contro il razzismo. Certo, ho risposto subito, essendo contrario a qualsiasi forma di discriminazione per pelle, razza, religione o altro. Ma non ho detto che parlerò contro nazismo o fascismo. In quarant'anni di calcio non ho mai preso posizione politicamente, né voglio farlo adesso. Quando finirò la mia carriera, chissà". Dichiarazioni che hanno suscitato una vasta eco. E qualcuno si è chiesto se è mai possibile che egli non sappia che in Italia l'apologia di fascismo è un reato sancito dalla Costituzione? Personalmente però, quel che a me ha preoccupato di più è stato quel "chissà", che compare alla fine della sua dichiarazione. E mi sono chiesto: 'Chissà' se Lippi a fine mandato, o meglio a fine carriera, non voglia entrare anche lui in politica? Ci ho riflettuto un po' e mi sono reso conto che in fondo il mondo della politica (e 'chissà', forsanche il Parlameneto) è un luogo adatto a uno come lui. Con la sua inconfondibile classe, immortalata da una foto che lo ritrae con il mignolo a spulciarsi l'orecchio destro, e con un figlio - per il quale vale la presunzione d'innocenza fino al termine del processo - 'vittima' di una giustizia distorta, fatta da giudici e pm comunisti che vogliono comandare il Paese senza mandato popolare (come direbbe il cavaliere), beh, c'è un partito in cui il ct ce lo vedrei proprio bene... Un partito che sarebbe in grado di valorizzare al massimo quel visus da ultimo Paul Newman sulla terra e che gli darebbe anche la possibilità di poter sfogare il suo amore per la squadra azzurra senza alcun timore. Per un rinnovato e ancor più vero Forza Italia!
alle
17:56
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mercoledì 13 agosto 2008
Lippi fischiato dalla Fiesole
Nonostante la vittoria dei viola, che hanno fatto un sol boccone del temutissimo Slavia Praga nei preliminari di Champions, la curva Fiesole non ce l'ha fatta proprio a trattenersi e anche in un momento di festa ha fischiato il nuovo cittì della Nazionale, Marcello Lippi presente in tribuna. Un fatto che non è piaciuto a molti, tra cui l'assessore allo sport del Comune di Firenze, Eugenio Giani. "Non capisco perchè quel coro, tra l'altro- ha detto l'assessore Giani-, Lippi aveva la mamma fiorentina e ha tifato per i viola durante tutta la gara".
Un gesto che, al di là del fatto possa essere condiviso o meno, fa comunque riflettere. Lippi, come tutti sanno, è ancora il ct campione del mondo in carica e ha sostituito Donadoni dopo la"disfatta" a Euro 2008. Se un marziano scendesse sulla Terra e avesse come metro d giudizio solo questi due parametri, beh, allora potrebbe convenire con l'assessore fiorentino, che i tifosi viola non abbiano tutte le rotelle al posto giusto. Ma così non è, ovviamente. A Lippi è stato probabilmente contestato il suo legame con la Juventus, la squadra più odiata dalla tifoseria della Fiesole. Ma non solo. Troppe le collusioni, i collegamenti con i personaggi più odiosi del mondo del pallone prima dello scandalo Calciopoli. Da Moggi-Giraudo-Bettega fino alla Gea World, di cui suo figlio è stato uno degli uomini di spicco. Senza dimenticare gli ultimi eventi, quelli che hanno portato all'accantonamento di Donadoni, un signore capace di rifiutare mezzo milione di euro d'ingaggio, e alla sua elezione a nuovo cittì, proprio mentre l'ex milanista era ancora in sella alla Nazionale.
Forse, come molti dicono, le vittorie future aiuteranno Marcello Lippi a riprendersi quel pubblico che lo osannava sotto il cielo di Berlino. Ma se ciò non dovesse accadere, i fischi di Firenze saranno solo la punta dell'iceberg. E nessuno potrà dire che non siano del tutto meritati, nemmeno un marziano.
alle
20:42
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martedì 24 giugno 2008
Figc smentisce BBC su esonero Donadoni. Ma ormai è questione di ore
(Foto:Giorgio Perottino / LaPresse Vienna)
